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martedì 30 marzo 2021

Wool roll bread al cioccolato - Brioche gomitolo di lana


Wool roll bread al cioccolato - Brioche gomitolo di lana


Ebbene sì, sono vittima anch'io dell'ultimo tormentone culinario del web.

Galeotta fu Martina e la sua esecuzione da manuale del Wool roll bread, la brioche gomitolo di lana che impazza sui social da alcune settimane.

La ricetta originale proviene dal canale YouTube di Apron e, come promette il nome stesso, consente di ottenere in poche mosse una brioche dall'aspetto simile a una vaporosa matassa di fili. Non è richiesta infatti una manualità particolare; semmai una piccola dose di pazienza per intagliare e arrotolare i pezzi di impasto che andranno a formare il wool roll bread.

Quanto alla sostanza, consistenza super soffice e sapore essenzialmente neutro rendono questo lievitato la base ideale per farciture sia dolci che salate. Io ho optato per del semplice cioccolato, ma sarebbero perfette anche frutta secca, confetture o creme, senza tralasciare i ripieni salati a base di formaggi e salumi.

Wool roll bread al cioccolato - Brioche gomitolo di lana


Wool roll bread al cioccolato - Brioche gomitolo di lana


Ricetta tratta da qui

Ingredienti per uno stampo da 20 cm di diametro a bordi alti

300 g di farina tipo 0
8 g di lievito di birra fresco
80 ml di latte fresco a temperatura ambiente
100 ml di panna fresca a temperatura ambiente
1 uovo medio
30 g di zucchero semolato
5 g di sale
50 gi di cioccolato fondente a pezzetti


Sciogliere il lievito nel latte e lasciarlo attivare per qualche minuto.

Inserire nella planetaria con la foglia la farina setacciata, il latte, l'uovo, lo zucchero e circa un terzo della panna ed avviarla a velocità bassa fino a far amalgamare sommariamente gli ingredienti. Unire quindi il sale e quando l'impasto avrà iniziato ad incordarsi e risulterà lucido e liscio unire poco a poco la restante panna. Lavorare fino a completo assorbimento. Riporre l’impasto in un contenitore, coprire con pellicola e lasciare lievitare fino al raddoppio.

Trasferire l'impasto su un piano di lavoro infarinato e dividerlo in 5 pezzi di egual peso. Arrotondare ogni pezzo e coprire le palline con pellicola, lasciandole riposare per 15 minuti in modo che il glutine si rilassi e sia più semplice stenderle.

Imburrare leggermente uno stampo circolare da 20 cm e rivestirne il fondo con un un cerchio di carta forno tagliato a misura. Rivestire anche le pareti con una striscia di carta forno.

Procedere alla formatura del wool roll bread. Prendere ciascuna pallina, infarinarla sotto e sopra e stenderla nel senso della lunghezza in modo da darle una forma ovale. Con un raschietto per pasta creare dei taglietti paralleli a pettine nella metà inferiore della pasta. Farcire la parte superiore dell’ovale con il cioccolato a pezzetti e ripiegare i lembi laterali verso il centro; quindi arrotolare verso il basso fino ad ottenere un rotolino. Adagiare ciascun rotolino così formato uno adiacente all’altro nello stampo precedentemente preparato.

Wool roll bread - Tutorial formatura

Wool roll bread - Tutorial formatura

Wool roll bread - Tutorial formatura

Wool roll bread - Tutorial formatura



Coprire lo stampo con pellicola e porre a lievitare in luogo tiepido per circa 1 ora o comunque finché l’impasto sarà ben raddoppiato. Scoprire il wool roll bread e spennellare delicatamente la superficie con poca panna fresca o latte.

Nel frattempo preriscaldare il forno a 170° e cuocere il wool roll bread al cioccolato per 17-20 minuti. Sfornare, staccare delicatamente i bordi della brioche dalla carta forno e metterla a raffreddare su una gratella.


Wool roll bread al cioccolato - Brioche gomitolo di lana

lunedì 15 febbraio 2021

Bomboloni al cioccolato con crema al caramello salato


Bomboloni al cioccolato con crema al caramello salato

Al solito arrivo in extremis con una ricetta per il Carnevale ormai prossimo a concludersi.
La mia routine è alquanto cambiata di recente, e il solo fatto di essere riuscita a mettere le mani in pasta e dedicare qualche momento alla cucina è un piccolo traguardo che merita di essere celebrato anche su queste pagine, ormai aggiornate sempre più di rado.

Non so quanti di voi effettivamente troveranno ancora il tempo o la voglia di provare la ricetta mentre le padelle ancora sfrigolano per rallegrare questi ultimi giorni di fritture casalinghe con i dolci tipici della tradizione regionale. Nulla vieta, però, di concedersi questo sfizio un po' più in là, finché gli ultimi scampoli d'inverno avvolgono un po' tutta la penisola con temperature rigide, le quali si conciliano fin troppo bene con il desiderio di qualche coccola gastronomica.

Ai veri golosi basterà forse il solo titolo a scatenare l'acquolina - col caramello salato in genere si vince facile. Per quel che mi riguarda è la prima volta che provo a farlo in casa, e in origine doveva essere destinato ad altro uso. L'idea di farlo diventare farcitura di soffici bomboloni al cioccolato è arrivata in seguito: bombardata da una teoria di dolci e frittelle di ogni sorta ogni volta che aprivo Instagram, ho deciso di celebrare anch'io il periodo di sregolatezze con qualcosa di veramente lussurioso.
A voi il giudizio, se vorrete provarli.


Bomboloni al cioccolato con crema al caramello salato

Bomboloni al cioccolato con crema al caramello salato

Ingredienti per una dozzina di bomboloni

Per i bomboloni al cacao:
300 g di farina forte
35 g di cacao in polvere
200 g di latte fresco intero
60 g di zucchero
50 g di burro morbido
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
5 g di sale
7 g di lievito di birra fresco
Olio di semi per friggere

Per la crema:
250 ml di latte intero
2 tuorli
50 g di zucchero semolato
40 g di amido di mais
Scorza di limone

Per il caramello salato:
150 g di zucchero semolato
100 g di panna fresca
1 piccola noce di burro
1 presa di sale

Per completare:
120 g di zucchero semolato
1/2 cucchiaino di cannella macinata
La punta di un cucchiaino di cardamomo macinato


Preparare il caramello salato.
Scaldare una casseruola dai bordi alti e farvi sciogliere lo zucchero a fuoco medio, aggiungendo un paio di cucchiai alla volta in modo da evitare la formazione di grumi.
Nel frattempo portare a bollore la panna.
Quando lo zucchero sarà sciolto e il caramello comincerà a presentare delle bollicine via via più grandi sulla superficie, togliere la casseruola dal fuoco e aggiungere la noce di burro, sempre mescolando.  
Infine unire a filo la panna calda, prestando attenzione ad eventuali schizzi.
Completare con un generoso pizzico di sale e tenere da parte.

Preparare la crema pasticciera.
Ricavare dal limone la scorza, prelevando solo la parte gialla, e metterla a scaldare in un tegame insieme al latte, portando a leggero bollore. In un altro tegame versare i tuorli, lo zucchero e l'amido e mescolare con una frusta sino ad ottenere una consistenza liscia e cremosa.
Non appena il latte sfiorerà il bollore, unirlo ai tuorli in 3 riprese filtrandolo con un colino e mescolando sempre con la frusta. Trasferite di nuovo sul fuoco e mescolare in continuazione fino a che la crema non si sarà addensata. 
Unire ora alla crema il caramello precedentemente preparato, amalgamando bene i due composti. Raffreddare poi velocemente immergendo il tegame in una ciotola colma di acqua e ghiaccio. Una volta fredda, coprire con pellicola a contatto e trasferire in frigorifero.

Nel frattempo preparare l'impasto dei bomboloni.
Sciogliere il lievito nel latte tiepido e lasciar riposare qualche minuto.
Setacciare la farina e il cacao in un'ampia terrina; unire lo zucchero, mescolare e versare al centro il miscuglio di latte e lievito e l'estratto di vaniglia. Cominciare ad impastare con un cucchiaio e quando l'impasto comincerà a prendere consistenza aggiungere il sale. Trasferire sulla spianatoia infarinata e lavorare energicamente l'impasto, incorporando il burro morbido a pezzetti. Impastare per alcuni minuti fino ad pottenere un panetto morbido ed omogeneo. Trasferirlo nuovamente nella terrina, coprire con un foglio di pellicola e porre a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio (due ore circa).
Infarinare leggermente la spianatoia, rovesciarvi l’impasto lievitato, sgonfiarlo bene e fare un giro di pieghe a portafoglio: formare un rettangolo, dividerlo idealmente in tre parti e sovrapporle tra loro; ruotare quindi l’impasto di 90° e ripetere lo stesso procedimento. Far riposare così l'impasto, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso e coperto da un panno per una mezz'oretta. 
Stendere la palla col mattarello all’altezza di 1 cm e 1/2 e formare i bomboloni con un coppa pasta; coprire con pellicola e fare lievitare ancora 40 minuti circa.
Friggere i bomboloni in olio profondo a 170° fino a quando risulteranno gonfi e dorati. Far scolare su carta assorbente e poi rotolarli nello zucchero mescolato con la cannella e il cardamomo.
Riprendere la crema al caramello salato dal frigorifero, trasferirla in una tasca da pasticcere con bocchetta liscia e farcire ciascun bombolone.

 

venerdì 11 dicembre 2020

Kougelhopf o Kugelhupf


Kougelhopf o Kugelhupf - Ricetta dolce lievitato di Natale

 ... ma anche Gugelhopf, Gugelhupf o Kouglof, per citare solo le varianti più diffuse.

Si tratta di un lievitato dolce di origine alsaziana tipico del periodo natalizio, arricchito con uvetta, mandorle e talvolta arancia candita, dalla texture soffice e leggera. 

Una sorta di antenato del panettone, insomma, non troppo dolce e delicatamente profumato, alla portata anche chi di chi non è così esperto di grandi lievitati delle feste ma vuole comunque cimentarsi nella preparazione di un dessert prezioso e trionfale.

Diffuso anche in Germania, Austria e Svizzera, la sua paternità è ancora oggi oggetto di dispute. Viene cotto in un particolare stampo a corona con i bordi scanalati, tradizionalmente in ceramica smaltata, che ne favorisce la doratura uniforme, guarnito sulla sommità con mandorle intere e infine cosparso di zucchero a velo.

Sull'intreccio di storia e leggenda che lo accompagna vi lascio documentare - se vorrete - direttamente sul web, dove si trovano ampi riferimenti, oltre a una miriade di ricette e variazioni sul tema, incluse le versioni salate.

Vi riporto invece un aneddoto della mia pubertà, che ha curiosamente legato questo dolce alla mia memoria in modo particolare.

Frequentavo le scuole medie e durante una lezione di francese la nostra insegnante si soffermò su una illustrazione che raffigurava le varie regioni della Francia associandole alle loro specialità gastronomiche. Da buongustaia in erba qual ero, ricordo che mi incuriosii moltissimo, fantasticando sui profumi di quei manicaretti e immaginando di poterli prima o poi assaggiare.

Tra le tante, la mia attenzione fu catturata proprio dall'immagine di questo enorme dolce, svettante su un vassoio d'argento e portato in trionfo da un pasticcere occhialuto e rubizzo. Si trattava appunto del Kougelhopf alsaziano, che anni più tardi avrei ritrovato spesso nelle mie frequenti incursioni tra libri di pasticceria e blog di cucina.

Per decidermi finalmente a prepararlo ci è voluto un nuovo lockdown, la fortuita compresenza di tutti gli ingredienti necessari - inclusi canditi autoprodotti - e il fermento del gruppo di cucina di Anice e Cannella. Qui per settimane si sono susseguiti resoconti fotografici, consigli e testimonianze di appassionate pasticcere casalinghe, tutte alle prese con la ricetta del Kougelhopf messa a punto da Paoletta, di cui vi lascio i riferimenti più sotto. Come racconta lei stessa, la fonte originaria è Il Talismano della Felicità di Ada Boni, la cui versione è stata poi parzialmente ricalibrata negli ingredienti e modernizzata nella tecnica, per ottenere un lievitato profumato, arioso e leggero a regola d'arte.

Provatelo per la tavola natalizia o le colazioni e le merende delle feste: potrebbe diventare una dolce tradizione anche nelle vostre case.

Kougelhopf o Kugelhupf - Ricetta lievitato di Natale


Kougelhopf o Kugelhupf - Ricetta lievitato di Natale


Kougelhopf o Kugelhupf 

(Ricetta tratta dal Talismano della felicità di A. Boni e rielaborata da Paoletta di Anice e Cannella)

Ingredienti per uno stampo da Kougelhopf da 2 litri:


300 g di farina W380 (in mancanza di una farina di questa forza, ridurre la quantità di latte a 20/30 g)
150 g di burro
90 g di zucchero semolato
10 g di lievito di birra fresco
50 g di latte
75 g di acqua
2 uova intere
2 tuorli
25 g di uvetta sultanina ammollata nel rhum (per me 35 g)
25 di arancia candita a dadini (per me 35 g)
5 g di sale fino
scorza di 1 arancia grattugiata
1 cucchiaino di miele
mandorle intere per la decorazione
zucchero a velo, per la finitura


Nella ciotola della planetaria mescolare l’acqua appena tiepida con il lievito, il miele e 75 gr di farina; coprire con pellicola. Dopo circa 45 minuti unire gli albumi e il resto della farina alternandola al latte, e mescolare con la foglia a bassa velocità. Aggiungere il sale e aumentare la velocità, incordare (ci vorranno 10 minuti).

Ridurre appena la velocità ed unire 1 tuorlo, alla ripresa dell’incordatura aggiungere altri 2 tuorli e metà dello zucchero. Incordare di nuovo ed unire l’ultimo tuorlo, il resto dello zucchero, poi incordare ancora molto bene.

Aggiungere poco alla volta il burro morbido insieme alla buccia di arancia e incordare molto bene, aumentando la velocità dell’impastatrice: l’impasto dovrà presentarsi lucido e ben legato, ci vorranno circa 20/25 minuti. Verso la fine, gli ultimi 5 minuti, finire di incordare inserendo il gancio.

Per ultimo aggiungere l’uvetta (o gocce di cioccolato) e l’arancia candita.

È possibile aggiungere un cucchiaio raso di farina dopo il burro, per aiutare l’incordatura, ma non di più, per non snaturare l’impasto.

Porre in una ciotola, coprire con pellicola, e dopo 40/50 minuti (assicurarsi che parta la lievitazione), mettere in frigo in una zona sui 7-8° per circa 6/8 ore.

Tirare fuori dal frigo e dopo 30-45 minuti rovesciare sul tavolo infarinato e dare le pieghe del tipo 2, sino ad ottenere una massa compatta.

Con la chiusura dell'impasto sotto arrotondare e trasferire nello stampo leggermente pennellato di burro e decorato con alcune mandorle, infilando la palla facendo prima un foro in mezzo. Coprire con pellicola e porre in forno spento con lampadina accesa fino a quando l'impasto non raggiunge il bordo dello stampo.

Infornare a 180° per circa 30 minuti sulla placca del forno posizionata su grata medio-bassa, perché il Kugelhopf crescerà molto.

Controllare di frequente che non bruci, coprendo eventualmente la superficie con carta stagnola. Sfornare tiepido, porre su una gratella fino al raffreddamento e spolverare di zucchero al velo.

venerdì 24 aprile 2020

Torta tiramisù alle fragole caramellate


Torta tiramisù alle fragole caramellate



Se cerco di cogliere il lato positivo, guardo a questa quarantena come a un'occasione inaspettata di tempi dilatati e spazio ritrovato per coltivare con più cura passioni ed interessi altrimenti fagocitati dalle incombenze incalzanti del quotidiano. Tra questi - nel mio caso - annovero la cucina, che in questi giorni sospesi si è fatta più che mai carezza e conforto, svago e divertimento, attesa paziente e premurosa attenzione. Ho potuto così dedicarmi con la dovuta calma a preparazioni lente e qualche manicaretto più elaborato, cui abbiamo fatto onore rigorosamente in tete a tete solitari, rinunciando purtroppo al piacere della condivisione in compagnia di famiglia ed amici.

l bisogno di silenzio e riservatezza ha però prevalso sulla voglia di esposizione. Molto di ciò che sto cucinando non è quindi stato documentato, ad eccezione di qualche esperimento particolarmente riuscito. È il caso di questa torta tiramisù alle fragole, pretesto per tornare qui sul blog in punta di piedi, dopo due mesi di assenza.

Lo spunto arriva da una bellissima Strawberry Tiramisù Cake adocchiata sul sito di Yotam Ottolenghi. Data la provenienza da fonte attendibilissima, da queste parti acclamata come garanzia di trionfi culinari, non ho avuto esitazioni. Della ricetta originale ho mantenuto l'ispirazione e l'idea di "arrostire" le fragole, variando però alcuni ingredienti e procedimenti, anche in funzione di ciò che avevo a disposizione in casa. Per mantenere in forma il tiramisù ho inoltre preferito aggiungere una piccola quantità di gelatina. Volendo il dolce può essere realizzato e montato come un classico tiramisù alle fragole, semplificando ulteriormente i vari passaggi: la pastorizzazione delle uova è raccomandata, ma se avete una ricetta del cuore per la crema al mascarpone potete utilizzare quella e sono certa che il risultato sarà comunque ottimo. In alternativa, qualche riga sotto trovate il link all'originale, indubbiamente meritevole di essere testata.

Quello che fa davvero la differenza è la cottura delle fragole, che conferisce un'interessante spinta all'insieme in termini di sapore e consistenze: la caramellatura in forno con zucchero e aromi consente infatti di ottenere una sorta di "confettura espressa" e uno sciroppo profumatissimo, che sono i veri protagonisti del dolce.

Insomma, questo tiramisù con le fragole un po' diverso dal solito a noi piaciuto davvero molto. È ricco, scenografico, semplice da realizzare e di stagione: che cosa si può chiedere di più?


Torta tiramisù alle fragole caramellate

Torta tiramisù alle fragole caramellate

(Ricetta liberamente tratta e parzialmente modificata dalla Strawberry Tiramisù Cake di Y. Ottolenghi)

Ingredienti per uno stampo da plumcake 24x14 cm o per uno stampo a cerniera del diametro di 18-20 cm

800 g di fragole fresche, mondate e lavate
140 g di zucchero semolato
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1/2 cucchiaino di scorza d'arancia non trattata grattugiata
2 uova, tuorli e albumi separati
50 ml di Sauternes o altro vino dolce (io ho usato un Passito)
2 cucchiai di Grand Marnier
250 g di mascarpone, a temperatura ambiente
6 g di gelatina in fogli + 2 cucchiai di latte
200 g circa di Savoiardi
1 pizzico di sale


Preriscaldare il forno a 200°. Rivestire uno stampo di plumcake di 24cm x 14cm o uno stampo circolare a cerniera del dimetro di 18-20 cm con due strati di pellicola, facendola sbordare.

Dividere le fragole più grandi in quarti e le più piccole a metà, quindi trasferirne 500 g in una tortiera in ceramica dai bordi rialzati; aggiungere 90 g di zucchero, l'estratto di vaniglia e la scorza d'arancia. "Arrostire" le fragole in forno per 30 minuti, mescolandole a metà cottura, fino a quando avranno prodotto uno sciroppo denso. Lasciar raffreddare.

Preparare lo zabaione montando i tuorli con il sauternes e 20 g di zucchero in una bastardella; trasferirsi sul fuoco, ponendo la bastardella su una pentola di acqua bollente senza che venga a contatto con essa, e cuocere a bagnomaria continuando a montare per circa 5 minuti: si dovrà ottenere un composto denso e spumoso. Rimuovere dal bagnomaria e lasciar raffreddare lo zabaione a temperatura ambiente, mescolandolo un paio di volte. Incorporarvi quindi il mascarpone con l'aiuto di una spatola. Nel frattempo mettere i fogli di gelatina in ammollo in acqua fredda.

Pastorizzare gli albumi. Iniziare a montare gli albumi a temperatura ambiente con un pizzico di sale con uno sbattitore elettrico. Intanto preparare lo sciroppo: riunire in un pentolino i 30 g di zucchero rimanenti e 15 g d'acqua; cuocere a fiamma media fino a quando il composto non avrà raggiunto i 121° (in mancanza di termometro, lo sciroppo è pronto quando la superficie è interamente ricoperta di bolle, ma lo zucchero non ha ancora iniziato a caramellare). Versare quindi lo sciroppo nel composto di albumi continuando a montare fino ad ottenere una meringa ferma.

Strizzare la gelatina ormai ammollata e scaldarla con due cucchiai di latte in un pentolino a fiamma bassa fino a quando sarà ben sciolta. Una volta intiepidita, stemperarvi 2-3 cucchiai della crema al mascarpone precedentemente preparata, quindi incorporare il tutto alla restante crema, avendo cura di mescolare molto bene per evitare la formazione di grumi. Infine unire alla crema gli albumi pastorizzati, incorporandoli con movimenti delicati dal basso verso l'alto.
Frullare le fragole fresche restanti (300 g) con 2-3 cucchiai dello sciroppo di cottura e il Grand Marnier e tenere da parte.

Procedere alla composizione della torta tiramisù. Versare le fragole caramellate con il loro sciroppo sul fondo della teglia rivestita di pellicola, avendo cura di disporle in uno strato uniforme. Coprire con i savoiardi tagliati a misura, lasciando che si impregnino di sciroppo; voltarli quindi dall'altro lato, in modo che lo assorbano da entrambe le parti. Distribuire su questa base metà della crema al mascarpone.

Procedere con un secondo strato di savoiardi, precedentemente imbibiti nelle fragole fresche frullate, quindi con la restante crema. Finire con un ultimo strato di savoiardi, sempre imbibiti nel succo di fragole fresche. Coprire bene la tortiera con la pellicola e trasferire il tiramisu alla fragole in frigorifero per almeno 5-6 ore, meglio ancora tutta la notte.
Al momento di servire, capovolgere lo stampo su un piatto di portata e rimuovere delicatamente la pellicola.

martedì 25 febbraio 2020

Parafrittus o frati fritti


Parafrittus - Ciambelle sarde


Sebbene il Carnevale non sia una ricorrenza particolarmente sentita da queste parti, l'occasione è ghiotta per fare una deroga e concedersi il raro lusso di una frittura casalinga. In genere gli argomenti in grado di convincermi ad affrontare l'impresa appartengono alla sfera del salato, ma devo ammettere che negli ultimi anni ho iniziato a sperimentare con piacere anche qualche dolce fritto tipico di questo periodo: ciambelle, krapfen e castagnole, giusto per citarne alcuni.

Quest'anno è stata la volta dei parafrittus o frati fritti, soffici ciambelle sarde dal caratteristico aroma agrumato, che a quanto pare devono il loro curioso nome alla riga più chiara che si forma a metà dell'impasto durante la frittura e che ricorderebbe la corda del saio dei frati. Noterete dalle foto che nei miei parafrittus questa peculiarità è poco evidente, non so se per una frittura non abbastanza accorta o per quale altra ragione. Ho scelto comunque di lasciarne una traccia qui perché in quanto a sapore e morbidezza mi hanno convinta. Rispetto alla ricetta di Marta, che ringrazio, ho apportato solo un paio di modifiche: ho ridotto la dose di lievito, optato per un impasto indiretto preparando un lievitino ed infine ho effettuato due giri di pieghe dopo la prima lievitazione.

Secondo la mia esperienza queste ciambelle sono ottime gustate appena fatte ma tendono a perdere freschezza e sofficità abbastanza in fretta. Vi consiglio quindi di friggerle e gustarle subito insieme alla famiglia o agli amici per una merenda con fiocchi.

Parafrittus - Ciambelle sarde


Parafrittus - Ciambelle sarde


Parafrittus o frati fritti

(Ricetta tratta e parzialmente modficata da qui)

Ingredienti per una quindicina di ciambelle:

275 g di farina 00
275 g di farina Manitoba
175 ml di latte fresco intero, tiepido
2 uova grandi
50 g di zucchero semolato + altro per la finitura
50 g di strutto morbido
scorza di un'arancia grattugiata
scorza di un limone grattugiata
succo di 1/2 arancia
10 g di lievito di birra fresco
8 g di sale fino
2 cucchiaio di acquavite tipo Fil'e Ferru o grappa
olio di arachide per friggere le ciambelle

Preparare un lievitino stemperando in una ciotola il lievito sbriciolato con 100 ml di latte e incorporandovi 100 g di farina 00 prelevata dal totale degli ingredienti. Mescolare sino ad ottenere una pastella, coprire e lasciare lievitare in luogo tiepido fino a quando la superficie sarà ricoperta di tante bolle.
Nella planetaria con la frusta montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso; unire quindi la scorza degli agrumi ed il succo di arancia, continuando a montare a media velocità. Sostituire la frusta con il gancio ad uncino e, con la planetaria in funzione, aggiungere il lievitino. Quando questo sarà ben incorporato unire le due farine ed il latte rimasto e dopo un paio di muniti aggiungere lo strutto a pezzetti ed il sale; infine inserire anche l'acquavite.
Lavorare l'impasto fino ad incordatura, quindi prelevarlo dalla ciotola della planetaria, lavorarlo ancora brevemente a mano sulla spianatoia leggermente infarinata, formare una palla e metterla a lievitare in una terrina, coperta con pellicola, fino al raddoppio.
Al termine della lievitazione riprendere l'impasto, sgonfiarlo delicatamente cercando di formare un rettangolo ed effettuare un giro di pieghe del primo tipo: dividere idealmente il rettangolo in tre parti e sovrapporle tra loro a portafoglio; ruotare quindi l'impasto di 90° e ripetere lo stesso procedimento. Far riposare così l'impasto, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso per circa 40 minuti, sempre coperto.
Prelevare quindi delle palline di pasta, appiattirle e modellarle con le mani fino ad ottenere dei dischi del diametro di 10 cm circa e dello spessore di un paio di centimetri; disporli su una o più teglie rivestite di carta forno e leggermente infarinate e con l'aiuto di una bocchetta da sac à poche bucarle al centro per ottenere le ciambelle.
Coprire le teglie con pellicola alimentare e con un canovaccio pulito e lasciare lievitare le ciambelle per 45 minuti circa.
Scaldare abbondante olio d'arachidi in una padella di ferro e friggere i parafrittus 2-3 minuti per parte. Scolarli su carta assorbente e passarli ancora caldi in abbondante zucchero semolato. Servire tiepidi.

Parafrittus - Ciambelle sarde

lunedì 4 novembre 2019

Tortine alle prugne, pistacchi e olio d'oliva (senza glutine e senza latticini)



Tortine alle prugne, pistacchi e olio d'oliva (senza glutine e senza latticini)


Siamo di nuovo alle solite: passano i mesi, si avvicendano addirittura le stagioni e il mio povero blog langue abbandonato. Dall'hompage la foto dell'ultima ricetta, che evoca ancora la voglia di piatti freschi propria dell'estate, sembra guardarmi con aria di rimprovero: "Ma come? Ormai è novembre e non hai nulla di nuovo da proporre?".
Ammetto che il poco tempo a disposizione non è l'unico responsabile della mia latitanza. Certo quello non aiuta, ma se il desiderio di ritagliarmi qualche spazio per la cucina non è ancora sopito, non posso dire altrettanto per tutti i correlati che la condivisione su queste pagine comporta. Spesso mi manca la voglia di pianificare, allestire, fotografare - ci si è messa anche la reflex, che ormai perde colpi - nonché quella di raccontare la ricetta e con essa prendermi un momento di riflessione, fare "il punto emotivo" della situazione, condire con qualche circostanza del mio vissuto le scarne righe d'introduzione, che mi paiono via via più vacue e insignificanti.

Ormai la conversazione digitale si è spostata altrove, in luoghi sempre più evanescenti che abito a fatica e in maniera incostante, distaccata e spesso ignara delle dinamiche che li regolano.
Mi manca quel confronto, per quanto frivolo, che caratterizzava il mondo dei foodblog qualche anno fa e temo di risultare autoreferenziale.

Forse si tratta solo di adeguarsi al mutare dei contesti - e dei pretesti - e vivere con più leggerezza anche ciò che si supporrebbe dotato di un suo peso specifico.
Quel che so, però, è che ogni volta che mi allontano troppo a lungo da qui mi assale una malinconia soffusa e si affaccia prepotente la voglia di tornare, lasciare un piccolo segno, ancora una volta e poi chissà...

Condivido con voi queste tortine leggere, senza glutine e senza latticini ma non per questo meno golose. Anzi, il sapore fruttato dell'olio d'oliva, combinato con la texture ricca e avvolgente dei pistacchi, le rende deliziose e appaganti.
So che la stagione delle prugne è ormai davvero agli sgoccioli, ed in effetti questi scatti risalgono ad alcune settimane fa; ma visto che a casa mia qualcuna rosseggia ancora nella fruttiera, ho pensato valesse la pena proporre la ricetta, anche se in extremis. Va da sé che poi possa essere declinata anche in altre varianti - già nostalgica dell'estate penso alle pesche e ai lamponi, ma potrebbero funzionare anche uva o pere, ad esempio.


Tortine alle prugne, pistacchi e olio d'oliva (senza glutine e senza latticini)


Tortine alle prugne, pistacchi e olio d'oliva (senza glutine e senza latticini)

Ingredienti per 12 tortine
(Ricetta liberamente tratta e parzialmente modificata da qui)

6 prugne medio-piccole (per me Santa Clara)
2 uova grandi a temperatura ambiente
70 g di zucchero semolato superfine
1/2 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
40 ml di olio extravergine d'oliva
150 g di pistacchi al naturale finemente tritati
25 g di fecola di patate
1 cucchiaino raso di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Ungere leggermente 12 stampini da muffin e rivestirne l'interno con due strisce di carta forno incrociate, che faciliteranno l'estrazione delle tortine.
Lavare ed asciugare le prugne, dividerle a metà, privarle del nocciolo ed inserire una metà nella base di ciascuno stampo, con la parte tagliata rivolta verso il basso.
Preriscaldare il forno a 180°.
Montare le uova con lo zucchero, la vaniglia ed un pizzico di sale fino ad ottenere una massa spumosa; unire la scorza di limone e l'olio a filo, continuando ad amalgamare. Aggiungere infine la farina di pistacchi, la fecola e il lievito, incorporandoli con l'aiuto di una spatola, con movimenti delicati dal basso verso l'alto.
Distribuire il composto negli stampi e cuocere per circa 20 minuti o fino a quando uno stecchino inserito nell'impasto non risulterà asciutto. Estrarre dal forno, lasciare riposare per 5 minuti e quindi capovolgere gli stampi su una griglia, rimuovendo la carta forno.


Servire le tortine di prugne e pistacchi all'olio d'oliva leggermente tiepide, accompagnandole a piacere con panna montata con poco zucchero a velo.

lunedì 10 giugno 2019

Parsley Cake - Torta al prezzemolo


Parsley Cake - Torta al prezzemolo


Sì, una torta al prezzemolo, avete letto bene. Una torta dolce, giusto per chiarire ogni equivoco.
E non vi tragga in inganno la fogliolina di menta che ho aggiunto a guarnizione del piatto: la ricetta ne prevede, è vero, ma è proprio il prezzemolo il vero protagonista del dolce - ed il responsabile di quel meraviglioso tono di verde che mi ha fatta capitolare al primo sguardo.

Naturalmente l'idea non è farina del mio sacco, ma arriva dritta dritta da Food52, un'istituzione in fatto di dolci scenografici e ricette particolari. Io l'ho scoperta grazie alle Starbookers, che l'hanno testata qualche mese fa; poi, leggendo qua e là sul web le impressioni di chi l'ha provata, non c'è stato verso di placare la curiosità di assaggiare un accostamento tanto bizzarro. In preda alla smania ho "covato" la ricetta per un po' di giorni, in attesa di dedicarle un adeguato ritaglio di tempo.

Avevo messo in conto l'ipotesi di un colossale flop, ma in realtà immaginavo che il risultato probabilmente sarebbe stato nelle mie corde. La torta ha un'ottima consistenza, molto soffice e spugnosa - merito, credo, dell'olio di oliva e di una cottura rapida. Quanto al gusto, è delicatamente erbaceo e a prevalere è l'aroma della menta: ciò la rende un chiudi pasto perfetto e non troppo pesante, da servire a piccoli quadrotti.

Il procedimento è molto semplice e non presenta insidie; richiede però un po' di pazienza nel mondare e tritare le erbe aromatiche e nell'attendere il riposo in frigorifero dell'impasto, passaggio che a quanto pare gioverebbe al risultato finale, intensificando il verde brillante che contraddistingue questo dolce.
Vi consiglio di seguire il suggerimento dell'autrice di servire la torta al prezzemolo con una pallina di gelato alla vaniglia o fiordilatte e scorza di limone fresco: i vari sapori si armonizzano alla perfezione e porterete in tavola un dessert molto scenografico con pochissimo sforzo.

Parsley Cake - Torta al prezzemolo

Parsley Cake - Torta al prezzemolo

Ricetta tratta da Food52

Ingredienti per una teglia di 45x33 cm
(Visto che si tratta di un dolce particolare, che potrebbe non incontrare i gusti di tutti, vi consiglio di dimezzare le dosi e cuocerlo in una teglia di 20x20 cm di lato)

290 g di farina 00
150 g di foglie di prezzemolo, lavate e asciugate
30 g di foglie di menta, lavate e asciugate
165 g di olio extravergine di oliva (consiglio di scegliere una varietà delicata)
4 uova grandi
330 g di zucchero
15 g di amido di mais
8 g di lievito per dolci
7 g di sale

Per preparare la miscela di olio ed erbe, mettere in un frullatore un quarto delle foglie di prezzemolo e menta. Iniziare a frullare a bassa velocità, quindi aumentarla e aggiungere progressivamente il resto delle erbe.
Unire metà dell'olio e frullare ancora a velocità medio-bassa. Aggiungere l'olio restante e frullate per non più di 10 secondi. Trasferire la purea in un contenitore, coprire e trasferire in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.
In una ciotola mescolare le polveri: farina, amido, sale e lievito. A parte sgusciare le uova e sbatterle per circa 30 secondi. Unire lo zucchero e montare il tutto fino ad ottenere una massa chiara e spumosa. Diminuire la velocità e unire la purea di erbe. Incorporare anche la miscela di farina e mescolare brevemente.
Trasferire l'impasto in frigorifero a riposare dalle 6 alle 24 ore: questo passaggio intensificherà il colore del dolce.
Trascorso il tempo di riposo accendere il forno a 160°. Ungere leggermente una teglia di olio e rivestirne il fondo con un foglio di carta forno ritagliato a misura.
Versare l'impasto nella tortiera e cuocere per circa 15-20 minuti, o fino a quando uno stecchino inserito nell'impasto non risulterà asciutto.
Servire la torta tagliata a quadrotti, accompagnandola con gelato alla vaniglia o fiordilatte e scorza di limone grattugiata.

Parsley Cake - Torta al prezzemolo

venerdì 5 aprile 2019

Cheesecake al mango (senza cottura)


Cheesecake al mango senza cottura


Di ritorno da una vacanza fuori stagione, devo pian piano riabituarmi ai ritmi e alle circostanze del vivere quotidiano. Ci siamo concessi il lusso di qualche giorno di stacco assoluto, immergendoci in un'estate anticipata, fatta di sole, sale, vento e natura selvaggia. Ogni giorno un piccolo progetto: angoli nuovi da esplorare, luoghi del cuore in cui tornare per vedere se sono ancora come ce li ricordavamo, momenti in cui cullarci al suono del nostro respiro.
Il ritorno alla realtà ha sempre quel sapore agrodolce in cui si mescola la nostalgia della spensieratezza e la voglia di riprendere con nuovo slancio le fila di ciò che avevamo lasciato in sospeso. La cucina è forse il primo luogo in cui mi riapproprio di questa concretezza: dedicarmi ai riti che le ruotano intorno è il modo perfetto per riprendere contatto con la me stessa di sempre e iniziare a dipanare il filo di una nuova settimana.
Questa volta il primo gesto è stato il pane: da qualche tempo ho infatti iniziato la mia avventura con il lievito madre, fatta di tentativi, esperimenti e anche qualche soddisfazione. Non so se saprò essere costante o se si rivelerà una passione passeggera, ma per il momento ne godo ogni piccolo gesto.
Poi riprendo in mano l'ultima ricetta, preparata pochi giorni prima di partire: ormai i tempi di aggiornamento del blog sono diventati biblici, ma questa volta non voglio più aspettare. Quindi eccovi il dolce per festeggiare il mio quarantenne, preparato fuori tempo ma con molto amore e gustato in un sabato pieno di sole.
Ieri è caduto il compleanno di Ab Ovo: quale migliore occasione per pubblicare una torta? Auguri anche al mio piccolo blog, dunque, e grazie a voi che con affetto continuate a seguirmi nonostante la latitanza!

Cheesecake al mango senza cottura

Cheesecake al mango (senza cottura)

Ingredienti per uno stampo a cerniera di 18-20 cm:


Per la base
100 g di biscotti secchi
50 g di burro fuso e intiepidito
2 cucchiai di farina di cocco


Per il ripieno
250 g di panna fresca
200 g di cream cheese
100 g di zucchero semolato
400 g di polpa di mango maturo (1 frutto)
125 di yogurt intero
1 cucchiaino scarso di estratto di vaniglia
30 g di cioccolato bianco
6 g di gelatina in fogli
1 cucchiaio di zucchero a velo


Per la salsa d'accompagnamento e la decorazione
1/2 mango + qualche cubetto per la guarnizione
2 cucchiai di latte condensato
2 baccelli di cardamomo
Violette
Panna montata
Foglie di menta
Granella di pistacchi

Cheesecake al mango senza cottura


Preparare innanzitutto la base.
Tritare i biscotti con l'aiuto di un mixer e trasferire la polvere in una terrina. Unirvi la farina di cocco, mescolando accuratamente, ed il burro precedentemente fuso e intiepidito. Mescolare gli ingredienti fino a quando le polveri saranno uniformemente intrise.
Imburrare leggermente uno stampo a cerniera e foderare il fondo ed i bordi con carta forno, facendola aderire alle pareti. Versare il composto di biscotti nella teglia e, con il dorso di un cucchiaio, premerlo fino ad ottenere uno strato compatto e di spessore uniforme. Trasferire in frigorifero.
Preparare la crema. Sbucciare il mango e ricavarne la polpa; ridurla a pezzetti e frullarla con un frullatore a immersione insieme alla vaniglia e allo zucchero semolato.
Trasferire la purea in una ciotola.
Prelevare 3-4 cucchiai di panna dal totale e scaldarli a fuoco dolce in un pentolino; unirvi la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda e strizzata, mescolando fino a completo scioglimento.
Versare il composto in una ciotola capiente ed incorporarvi lo yogurt e la purea di mango, mescolando accuratamente per amalgamare gli ingredienti.
Sciogliere il cioccolato bianco con altri 3-4 cucchiai di panna presi dal totale ed incorporarlo alla crema preparata.
Montare la panna rimasta (aggiungere ulteriori 50 g - che verranno tenuti da parte - se si intende usarne una parte per la decorazione del dolce). Incorporare delicatamente la panna al composto, con movimenti dal basso verso l'alto.
Versare la crema al mango sulla base di biscotto precedentemente preparata, coprire con un foglio di pellicola prestando attenzione a non farlo venire in contatto con la crema e trasferire in frigorifero per almeno 6-8 ore.
Preparare la salsa di accompagnamento frullando il mango sbucciato e ridotto a cubetti con il latte condensato ed i semi di cardamomo finemente pestati. Conservare al fresco.
Rimuovere l'anello dallo stampo e trasferire delicatamente il dolce su un piatto di portata. Decorare a piacere con qualche cubetto di mango, ciuffi di panna montata, fiori eduli freschi, foglioline di menta e granella di pistacchi.
Servire il cheesecake al mango fresco, accompagnandolo con la salsa.


Cheesecake al mango senza cottura

venerdì 15 febbraio 2019

Pere al marsala, alloro e limone


Pere al marsala, alloro e limone

Trovo che la frutta cotta sia un fine pasto ingiustamente trascurato: è squisitamente démodé ma a mio avviso molto elegante e preziosa, specie quando il desco è già stato prodigo di portate e non c'è spazio per un dolce più strutturato.
Cotta lentamente con zucchero, alcol e spezie, la frutta acquista infatti una dignità tutta particolare, risultando per i miei gusti non meno golosa ed attraente di un classico dessert. Basta un cucchiaio di crème frâiche, una pallina di gelato o una leggera pioggia di frutta secca ed ecco che anche il frutto più umile si trasforma in un'autentica delizia.
Incuriosita dalla presenza dell'alloro e dall'insolita combinazione di marsala e limone, ho voluto provare questa ricetta, una versione un po' più originale rispetto alle classiche pere al vino: ne ho apprezzato la dolcezza suadente ed il sapore antico delle cose di una volta. Il profumo sottile e leggermente balsamico dell'alloro è il vero valore aggiunto, e conferisce all'insieme un'allure particolare.
Le pere al marsala sono ottime servite tal quali, leggermente tiepide e nappate con la loro salsa lucida e caramellata, ma vi assicuro che diventano irresistibili completate da qualche nocciola tostata e gelato alla crema.

Pere al forno con alloro, limone e marsala

(Ricetta tratta da Simple, Diana Henry)

6 pere grandi appena mature (preferibilmente Williams)
600 ml di marsala
6 foglie di alloro
Il succo di 1 limone non trattato + la scorza di 1/2, prelevata a nastri
125 di light brown sugar*

Preriscaldare il forno a 190°. Lavare accuratamente le pere, tagliarle a metà per il lungo e disporle in un solo strato (la parte del taglio verso l'alto) in una pirofila poco profonda: deve contenerle perfettamente, senza che vi sia troppo spazio intorno.
Versare nella pirofila il marsala ed il succo di limone, unirvi 100 ml di acqua e sistemare la scorza di limone e l'alloro sotto i frutti.
Cospargere con 100 g di zucchero e cuocere per circa 45 minuti, finché le pere non saranno tenere ed i bordi cominceranno a raggrinzirsi. Di tanto in tanto bagnarle con i loro succhi ed aggiungere lo zucchero restante a cottura quasi ultimata.
Servire le pere con la loro salsa accompagnandole con una pallina di gelato alla crema o crème frâiche e biscotti alla frutta secca.


* Il light brown sugar è zucchero semolato addizionato di melassa. Può essere facilmente riprodotto in casa mescolando circa 10 parti di zucchero bianco con una parte di melassa precedentemente riscaldata.

venerdì 28 dicembre 2018

Kumquat canditi

Kumquat canditi - Mandarini cinesi canditi

Tra le varie piante che dimorano sul nostro balcone, da qualche tempo è arrivato un bell’alberello di Mandarini cinesi (Citrus japonica), incredibilmente prolifico. Poco dopo essere tornati dal vivaio con il nostro bottino, stavo già fantasticando su come avrei utilizzato l’abbondante raccolto invernale in modo da poterne godere a lungo nei mesi a venire. 

I piccoli frutti, di forma ovale nella varietà cinese (Fortunella Margarita o Nagami), sono caratterizzati da un piacevolissimo contrasto tra la polpa molto aspra e la scorza dolce – commestibile – ricca di olii essenziali e sostanze aromatiche. Cercavo appunto un modo per esaltare le peculiarità di questo agrume, quando, dopo una rapida ricerca in rete, mi sono imbattuta nella ricetta dei Kumquat canditi di Alex. Non è la prima volta che attingo con successo al suo stupendo blog, e come immaginavo anche in questo caso la mia fiducia è stata ben riposta. 

Come spiega lei stessa, il bello di questa preparazione è che richiede un impegno minimo ma assicura un risultato eccezionale: dimenticate lunghe liste di ingredienti, attrezzature professionali per la canditura e tecniche complesse: tutto ciò che vi è richiesto è un po’ di tempo, dilazionato in tre giorni, per far sobbollire la frutta; il resto lo farà il riposo nello sciroppo. 

Una volta preparati i vostri kumquat canditi, non avrete che l’imbarazzo della scelta sui modi per gustarli: sul gelato alla crema o al fiordilatte, come guarnizione per budini, bavaresi, creme e panne cotte, ma anche come inusuale accompagnamento ad un tagliere di formaggi (ottimi quelli caprini, ad esempio).  Personalmente, data la dolcezza molto spiccata derivante dalla canditura, li ho apprezzati molto insieme allo yogurt greco, che ne smorza la stucchevolezza grazie alle sue note acide e fresche. 


Kumquat canditi - Mandarini cinesi canditi

Kumquat canditi

(Ricetta tratta da Foto e Fornelli)


Ingredienti per due barattoli medi:

1 kg di mandarini cinesi
1 kg di zucchero
1 litro di acqua
1 cucchiaino di bicarbonato


Lavare i mandarini e metterli in una ciotola con acqua fredda e bicarbonato per circa 30 minuti. Scolarli, sciacquarli e asciugarli e forarli ripetutamente su tutti i lati con uno stecchino.
Preparare quindi uno sciroppo portando ad ebollizione acqua e zucchero. Immergervi i mandarini cinesi e far bollire a fuoco basso per 30 minuti. Togliere dal fuoco e lasciare i mandarini immersi nello sciroppo per 24 ore. Il giorno seguente, togliere i frutti dallo sciroppo, riportare a bollore lo sciroppo e immergervi nuovamente i frutti. Far bollire a fuoco basso per 20 minuti e lasciare i mandarini immersi per altre 24 ore. Il giorno successivo ripetere l’operazione.
Far quindi raffreddare i mandarini cinesi e travasarli insieme allo sciroppo in due barattoli di vetro precedentemente sterilizzati. Si conservano in frigo per diversi mesi.

Kumquat canditi - Mandarini cinesi canditi

venerdì 21 dicembre 2018

Linzer cookies


Linzer cookies Martha Stewart

Agli sgoccioli.
Oggi ultimo giorno di lavoro prima delle agognate ferie. A partire dal weekend m'immergerò nel classico tourbillon di regali ancora da acquistare, spese e spostamenti da organizzare e - naturalmente - vettovaglie da preparare. Insomma, il tran tran natalizio che ci accomuna un po' tutti.
Per questo oggi sarò ancora più concisa del solito. Mi fermo solo per appuntare qui la ricetta dei Linzer cookies, friabili e profumatissimi biscotti che sono la rivisitazione miniaturizzata della celeberrima Linzer Torte, dolce austriaco a base di frolla alle nocciole aromatizzata alla cannella, ricoperto da confettura di ribes rosso o lamponi. Da tempo volevo provarli e devo ammettere che la loro fragrante bontà mi ha conquistata al primo morso: credo entreranno di diritto tra i classici biscotti natalizi di casa.
Vi lascio quindi alla ricetta ultra-collaudata di Martha Stewart e faccio a tutti voi tantissimi auguri di Buone Feste.
Ci leggiamo presto!

Linzer cookies Martha Stewart

Linzer cookies

(Ricetta di Martha Stewart)

300 g di farina 00
125 g di nocciole tostate
200 g di burro morbido
100 g di zucchero semolato
1 uovo grande
1/2 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato
1/4 di cucchiaino di sale
1 pizzico di noce moscata grattugiata
qualche cucchiaio di confettura di lamponi
zucchero a velo


Riunire in un mixer le nocciole e due-tre cucchiai di farina prelevati dal totale e frullare finemente.
In una terrina capiente o nella planetaria con il gancio a foglia lavorare il burro a pezzetti, l'uovo, lo zucchero, la farina, le nocciole tritate, la scorza di limone, la cannella, il sale ed il lievito, sino ad ottenere un impasto omogeneo. Avvolgerlo in un foglio di pellicola e fare riposare in frigorifero per almeno 1 ora.
Stendere l'impasto fra due fogli di carta forno leggermente infarinati ad uno spessore di 3-4 m. Con un coppapasta o una formina tagliabiscotti circolare o a forma di stella ritagliate i biscotti e trasferirli delicatamente su una teglia rivestita di carta forno. Con un tagliabiscotti piccolo a forma di stella, tagliare il centro di metà dei biscotti.
Trasferire le teglie in frigorifero per almeno 30 minuti, in modo che mantengano meglio la forma in cottura. Nel frattempo preriscaldare il forno a 180° e cuocere i biscotti per circa 12 minuti minuti o fino a quando la superficie risulterà dorata. Sfornare e lasciare raffreddare completamente i biscotti. Spolverare solo i biscotti con il foro al centro con lo zucchero a velo. Spalmare un cucchiaino di marmellata su ogni biscotto "pieno" e sovrapporvi un biscotto intagliato, premendo delicatamente.

Linzer cookies Martha Stewart


Linzer cookies Martha Stewart


lunedì 2 luglio 2018

Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle


Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle


Pare che il caldo vero sia finalmente arrivato, perciò mi appresto a diradare la frequenza di utilizzo del forno; non prima però di aver condiviso qui uno degli ultimi dolci preparati per allietare il weekend e rendere omaggio all'estate.
Da un po' di tempo a questa parte il blog sta assistendo ad una deriva glicemica che spero mi perdonerete: il fatto è che, dovendo fare i conti con un tempo che non sembra mai bastare, mi ritrovo a condividere prevalentemente ricette di dolci, più gestibili nelle tempistiche soprattutto dal punto di vista delle foto. Così succede che gli esperimenti salati seguano perloppiù la via dell'immediata consumazione, mentre torte, crostate e dolci al cucchiaio, più adattabili alle attese e agli incastri di impegni, trovino lo spazio per essere documentati. 
L'esemplare qui in foto è in realtà un dolce poco dolce e moderatamente calorico, dove a prevalere sono le note acute ed asprigne del rabarbaro e dei lamponi. Ormai siamo quasi fuori tempo massimo, ma per chi possiede un orto oppure ha la fortuna di scovare i preziosi steli di rabarbaro sui banchi del mercato o nella grande distribuzione, questa torta semplice ma d'effetto essere una buona destinazione d'uso. 

P.S. Da oggi mi trovate anche su Instagram come giuly_abovo: seguitemi, se vi va, per rimanere aggiornati sulle novità dalla mia cucina e scoprire qualcosa in più su di me.
Vi aspetto!

Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle

Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle

Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle

Ingredienti per uno stampo a cerniera di 24 cm:


200 g di farina 00
70 g di farina di mandorle
2 uova
100 g di zucchero semolato + 2 cucchiai per la finitura
80 g di burro morbido
150 ml di yogurt bianco non zuccherato
la scorza grattugiata di un piccolo limone non trattato
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
350 g di steli di rabarbaro, lavati, asciugati e ridotti a tronchetti di circa 10 cm
100 g di lamponi
2-3 cucchiai di mandorle a lamelle


Lavorare a crema il burro morbido a temperatura ambiente con lo zucchero sino ad ottenere un composto arioso e ben montato. Unire quindi le uova una alla volta e la farina di mandorle, poi la farina setacciata con il lievito ed un pizzico di sale, alternata allo yogurt, e mescolare accuratamente. Profumare con la scorza di limone.
Rivestire il fondo ed i bordi dello stampo con la carta forno e trasferirvi il composto, livellandolo bene.
Distribuire armoniosamente il rabarbaro ed i lamponi sulla superficie e completare con due cucchiai di zucchero e le mandorle a lamelle.
Cuocere in forno caldo a 180° per circa 45 minuti, coprendo eventualmente la superficie del dolce con un foglio di carta stagnola verso fine cottura, se dovesse tendere a scurire.
Sfornare e lasciare intiepidire il dolce su una gratella. Una volta freddo cospargerlo con poco zucchero a velo e servire, accompagnando a piacere con yogurt greco o panna montata. 

Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle





venerdì 18 maggio 2018

Crumble di fragole e rabarbaro

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Se i dolci con la frutta occupano un posto di tutto riguardo nelle mie preferenze culinarie, questo crumble di fragole e rabarbaro di certo svetta tra i dessert del cuore per la stagione primaverile, al punto che l'ho replicato a stretto giro nell'arco di una manciata di giorni.
Estremamente semplice, eppure delizioso nella sinfonia dei sapori e nell'alternarsi delle consistenze.
Le fragole ed il rabarbaro, cuocendo lentamente al riparo delle briciole croccanti e burrose mescolano i loro umori in una sorta di composta incredibilmente profumata, acquistando un appeal irresistibile. 
Visto che le temperature ancora lo consentono, vi suggerisco di approfittare del weekend in arrivo per accendere il forno e concedervi questo piccolo - e tutto sommato abbastanza innocente - piacere: sono sicura che non ve ne pentirete!


crumble-fragole-e-rabarbaro

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Crumble di fragole e rabarbaro

Ingredienti per uno stampo da pie (o una tortiera in ceramica) di 26 cm circa:


500 g di fragole
300 g di rabarbaro
2 cucchiai di zucchero semolato
1 cucchiaio di maizena
1 cucchiaio di succo di limone

80 burro freddo
60 di di zucchero di canna chiaro
80 g di farina di farro
30 g di farina 00
30 g di fiocchi d'avena
1 pizzico di lievito vanigliato
1 pizzico di sale


Preparare l'impasto del crumble: riunire in una terrina le farine con i fiocchi d'avena, lo zucchero, il lievito ed il sale e mescolare gli ingredienti. Unire quindi il burro freddo a tocchetti e, lavorando con la punta delle dita, intriderlo con le polveri sino ad ottenere un impasto granuloso e sbriciolato. Coprire con un foglio di pellicola e trasferire in frigorifero.
Mondare e lavare le fragole ed il rabarbaro, asciugarli delicatamente e ridurre le prime a tocchetti, il secondo a rondelle, da trasferire man mano in una terrina capiente. Unire lo zucchero, la maizena ed il limone e mescolare accuratamente.
Trasferire la frutta in uno stampo in ceramica (non è necessario imburrarlo) e distribuire l'impasto precedentemente preparato sulla superficie, senza compattarlo.
Cuocere in forno caldo a 180gradi per circa 35-40 minuti. Sformare e lasciare leggermente intiepidire il crumble, quindi servirlo accompagnato da panna fresca leggermente montata o una pallina di gelato alla vaniglia.

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