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venerdì 5 aprile 2019

Cheesecake al mango (senza cottura)


Cheesecake al mango senza cottura


Di ritorno da una vacanza fuori stagione, devo pian piano riabituarmi ai ritmi e alle circostanze del vivere quotidiano. Ci siamo concessi il lusso di qualche giorno di stacco assoluto, immergendoci in un'estate anticipata, fatta di sole, sale, vento e natura selvaggia. Ogni giorno un piccolo progetto: angoli nuovi da esplorare, luoghi del cuore in cui tornare per vedere se sono ancora come ce li ricordavamo, momenti in cui cullarci al suono del nostro respiro.
Il ritorno alla realtà ha sempre quel sapore agrodolce in cui si mescola la nostalgia della spensieratezza e la voglia di riprendere con nuovo slancio le fila di ciò che avevamo lasciato in sospeso. La cucina è forse il primo luogo in cui mi riapproprio di questa concretezza: dedicarmi ai riti che le ruotano intorno è il modo perfetto per riprendere contatto con la me stessa di sempre e iniziare a dipanare il filo di una nuova settimana.
Questa volta il primo gesto è stato il pane: da qualche tempo ho infatti iniziato la mia avventura con il lievito madre, fatta di tentativi, esperimenti e anche qualche soddisfazione. Non so se saprò essere costante o se si rivelerà una passione passeggera, ma per il momento ne godo ogni piccolo gesto.
Poi riprendo in mano l'ultima ricetta, preparata pochi giorni prima di partire: ormai i tempi di aggiornamento del blog sono diventati biblici, ma questa volta non voglio più aspettare. Quindi eccovi il dolce per festeggiare il mio quarantenne, preparato fuori tempo ma con molto amore e gustato in un sabato pieno di sole.
Ieri è caduto il compleanno di Ab Ovo: quale migliore occasione per pubblicare una torta? Auguri anche al mio piccolo blog, dunque, e grazie a voi che con affetto continuate a seguirmi nonostante la latitanza!

Cheesecake al mango senza cottura

Cheesecake al mango (senza cottura)

Ingredienti per uno stampo a cerniera di 18-20 cm:


Per la base
100 g di biscotti secchi
50 g di burro fuso e intiepidito
2 cucchiai di farina di cocco


Per il ripieno
250 g di panna fresca
200 g di cream cheese
100 g di zucchero semolato
400 g di polpa di mango maturo (1 frutto)
125 di yogurt intero
1 cucchiaino scarso di estratto di vaniglia
30 g di cioccolato bianco
6 g di gelatina in fogli
1 cucchiaio di zucchero a velo


Per la salsa d'accompagnamento e la decorazione
1/2 mango + qualche cubetto per la guarnizione
2 cucchiai di latte condensato
2 baccelli di cardamomo
Violette
Panna montata
Foglie di menta
Granella di pistacchi

Cheesecake al mango senza cottura


Preparare innanzitutto la base.
Tritare i biscotti con l'aiuto di un mixer e trasferire la polvere in una terrina. Unirvi la farina di cocco, mescolando accuratamente, ed il burro precedentemente fuso e intiepidito. Mescolare gli ingredienti fino a quando le polveri saranno uniformemente intrise.
Imburrare leggermente uno stampo a cerniera e foderare il fondo ed i bordi con carta forno, facendola aderire alle pareti. Versare il composto di biscotti nella teglia e, con il dorso di un cucchiaio, premerlo fino ad ottenere uno strato compatto e di spessore uniforme. Trasferire in frigorifero.
Preparare la crema. Sbucciare il mango e ricavarne la polpa; ridurla a pezzetti e frullarla con un frullatore a immersione insieme alla vaniglia e allo zucchero semolato.
Trasferire la purea in una ciotola.
Prelevare 3-4 cucchiai di panna dal totale e scaldarli a fuoco dolce in un pentolino; unirvi la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda e strizzata, mescolando fino a completo scioglimento.
Versare il composto in una ciotola capiente ed incorporarvi lo yogurt e la purea di mango, mescolando accuratamente per amalgamare gli ingredienti.
Sciogliere il cioccolato bianco con altri 3-4 cucchiai di panna presi dal totale ed incorporarlo alla crema preparata.
Montare la panna rimasta (aggiungere ulteriori 50 g - che verranno tenuti da parte - se si intende usarne una parte per la decorazione del dolce). Incorporare delicatamente la panna al composto, con movimenti dal basso verso l'alto.
Versare la crema al mango sulla base di biscotto precedentemente preparata, coprire con un foglio di pellicola prestando attenzione a non farlo venire in contatto con la crema e trasferire in frigorifero per almeno 6-8 ore.
Preparare la salsa di accompagnamento frullando il mango sbucciato e ridotto a cubetti con il latte condensato ed i semi di cardamomo finemente pestati. Conservare al fresco.
Rimuovere l'anello dallo stampo e trasferire delicatamente il dolce su un piatto di portata. Decorare a piacere con qualche cubetto di mango, ciuffi di panna montata, fiori eduli freschi, foglioline di menta e granella di pistacchi.
Servire il cheesecake al mango fresco, accompagnandolo con la salsa.


Cheesecake al mango senza cottura

venerdì 15 febbraio 2019

Pere al marsala, alloro e limone


Pere al marsala, alloro e limone

Trovo che la frutta cotta sia un fine pasto ingiustamente trascurato: è squisitamente démodé ma a mio avviso molto elegante e preziosa, specie quando il desco è già stato prodigo di portate e non c'è spazio per un dolce più strutturato.
Cotta lentamente con zucchero, alcol e spezie, la frutta acquista infatti una dignità tutta particolare, risultando per i miei gusti non meno golosa ed attraente di un classico dessert. Basta un cucchiaio di crème frâiche, una pallina di gelato o una leggera pioggia di frutta secca ed ecco che anche il frutto più umile si trasforma in un'autentica delizia.
Incuriosita dalla presenza dell'alloro e dall'insolita combinazione di marsala e limone, ho voluto provare questa ricetta, una versione un po' più originale rispetto alle classiche pere al vino: ne ho apprezzato la dolcezza suadente ed il sapore antico delle cose di una volta. Il profumo sottile e leggermente balsamico dell'alloro è il vero valore aggiunto, e conferisce all'insieme un'allure particolare.
Le pere al marsala sono ottime servite tal quali, leggermente tiepide e nappate con la loro salsa lucida e caramellata, ma vi assicuro che diventano irresistibili completate da qualche nocciola tostata e gelato alla crema.

Pere al forno con alloro, limone e marsala

(Ricetta tratta da Simple, Diana Henry)

6 pere grandi appena mature (preferibilmente Williams)
600 ml di marsala
6 foglie di alloro
Il succo di 1 limone non trattato + la scorza di 1/2, prelevata a nastri
125 di light brown sugar*

Preriscaldare il forno a 190°. Lavare accuratamente le pere, tagliarle a metà per il lungo e disporle in un solo strato (la parte del taglio verso l'alto) in una pirofila poco profonda: deve contenerle perfettamente, senza che vi sia troppo spazio intorno.
Versare nella pirofila il marsala ed il succo di limone, unirvi 100 ml di acqua e sistemare la scorza di limone e l'alloro sotto i frutti.
Cospargere con 100 g di zucchero e cuocere per circa 45 minuti, finché le pere non saranno tenere ed i bordi cominceranno a raggrinzirsi. Di tanto in tanto bagnarle con i loro succhi ed aggiungere lo zucchero restante a cottura quasi ultimata.
Servire le pere con la loro salsa accompagnandole con una pallina di gelato alla crema o crème frâiche e biscotti alla frutta secca.


* Il light brown sugar è zucchero semolato addizionato di melassa. Può essere facilmente riprodotto in casa mescolando circa 10 parti di zucchero bianco con una parte di melassa precedentemente riscaldata.

venerdì 28 dicembre 2018

Kumquat canditi

Kumquat canditi - Mandarini cinesi canditi

Tra le varie piante che dimorano sul nostro balcone, da qualche tempo è arrivato un bell’alberello di Mandarini cinesi (Citrus japonica), incredibilmente prolifico. Poco dopo essere tornati dal vivaio con il nostro bottino, stavo già fantasticando su come avrei utilizzato l’abbondante raccolto invernale in modo da poterne godere a lungo nei mesi a venire. 

I piccoli frutti, di forma ovale nella varietà cinese (Fortunella Margarita o Nagami), sono caratterizzati da un piacevolissimo contrasto tra la polpa molto aspra e la scorza dolce – commestibile – ricca di olii essenziali e sostanze aromatiche. Cercavo appunto un modo per esaltare le peculiarità di questo agrume, quando, dopo una rapida ricerca in rete, mi sono imbattuta nella ricetta dei Kumquat canditi di Alex. Non è la prima volta che attingo con successo al suo stupendo blog, e come immaginavo anche in questo caso la mia fiducia è stata ben riposta. 

Come spiega lei stessa, il bello di questa preparazione è che richiede un impegno minimo ma assicura un risultato eccezionale: dimenticate lunghe liste di ingredienti, attrezzature professionali per la canditura e tecniche complesse: tutto ciò che vi è richiesto è un po’ di tempo, dilazionato in tre giorni, per far sobbollire la frutta; il resto lo farà il riposo nello sciroppo. 

Una volta preparati i vostri kumquat canditi, non avrete che l’imbarazzo della scelta sui modi per gustarli: sul gelato alla crema o al fiordilatte, come guarnizione per budini, bavaresi, creme e panne cotte, ma anche come inusuale accompagnamento ad un tagliere di formaggi (ottimi quelli caprini, ad esempio).  Personalmente, data la dolcezza molto spiccata derivante dalla canditura, li ho apprezzati molto insieme allo yogurt greco, che ne smorza la stucchevolezza grazie alle sue note acide e fresche. 


Kumquat canditi - Mandarini cinesi canditi

Kumquat canditi

(Ricetta tratta da Foto e Fornelli)


Ingredienti per due barattoli medi:

1 kg di mandarini cinesi
1 kg di zucchero
1 litro di acqua
1 cucchiaino di bicarbonato


Lavare i mandarini e metterli in una ciotola con acqua fredda e bicarbonato per circa 30 minuti. Scolarli, sciacquarli e asciugarli e forarli ripetutamente su tutti i lati con uno stecchino.
Preparare quindi uno sciroppo portando ad ebollizione acqua e zucchero. Immergervi i mandarini cinesi e far bollire a fuoco basso per 30 minuti. Togliere dal fuoco e lasciare i mandarini immersi nello sciroppo per 24 ore. Il giorno seguente, togliere i frutti dallo sciroppo, riportare a bollore lo sciroppo e immergervi nuovamente i frutti. Far bollire a fuoco basso per 20 minuti e lasciare i mandarini immersi per altre 24 ore. Il giorno successivo ripetere l’operazione.
Far quindi raffreddare i mandarini cinesi e travasarli insieme allo sciroppo in due barattoli di vetro precedentemente sterilizzati. Si conservano in frigo per diversi mesi.

Kumquat canditi - Mandarini cinesi canditi

venerdì 18 maggio 2018

Crumble di fragole e rabarbaro

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Se i dolci con la frutta occupano un posto di tutto riguardo nelle mie preferenze culinarie, questo crumble di fragole e rabarbaro di certo svetta tra i dessert del cuore per la stagione primaverile, al punto che l'ho replicato a stretto giro nell'arco di una manciata di giorni.
Estremamente semplice, eppure delizioso nella sinfonia dei sapori e nell'alternarsi delle consistenze.
Le fragole ed il rabarbaro, cuocendo lentamente al riparo delle briciole croccanti e burrose mescolano i loro umori in una sorta di composta incredibilmente profumata, acquistando un appeal irresistibile. 
Visto che le temperature ancora lo consentono, vi suggerisco di approfittare del weekend in arrivo per accendere il forno e concedervi questo piccolo - e tutto sommato abbastanza innocente - piacere: sono sicura che non ve ne pentirete!


crumble-fragole-e-rabarbaro

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Crumble di fragole e rabarbaro

Ingredienti per uno stampo da pie (o una tortiera in ceramica) di 26 cm circa:


500 g di fragole
300 g di rabarbaro
2 cucchiai di zucchero semolato
1 cucchiaio di maizena
1 cucchiaio di succo di limone

80 burro freddo
60 di di zucchero di canna chiaro
80 g di farina di farro
30 g di farina 00
30 g di fiocchi d'avena
1 pizzico di lievito vanigliato
1 pizzico di sale


Preparare l'impasto del crumble: riunire in una terrina le farine con i fiocchi d'avena, lo zucchero, il lievito ed il sale e mescolare gli ingredienti. Unire quindi il burro freddo a tocchetti e, lavorando con la punta delle dita, intriderlo con le polveri sino ad ottenere un impasto granuloso e sbriciolato. Coprire con un foglio di pellicola e trasferire in frigorifero.
Mondare e lavare le fragole ed il rabarbaro, asciugarli delicatamente e ridurre le prime a tocchetti, il secondo a rondelle, da trasferire man mano in una terrina capiente. Unire lo zucchero, la maizena ed il limone e mescolare accuratamente.
Trasferire la frutta in uno stampo in ceramica (non è necessario imburrarlo) e distribuire l'impasto precedentemente preparato sulla superficie, senza compattarlo.
Cuocere in forno caldo a 180gradi per circa 35-40 minuti. Sformare e lasciare leggermente intiepidire il crumble, quindi servirlo accompagnato da panna fresca leggermente montata o una pallina di gelato alla vaniglia.

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venerdì 1 dicembre 2017

Pere cotogne con zabaione al Marsala e crumble di nocciole


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Frutto antico e pieno di fascino, per le sue forme abbondanti e irregolari e per le preziose tradizioni familiari a cui è connesso, la pera cotogna - al pari della più comune mela - ha sempre suscitato in me una grande curiosità.
Una gita nelle campagne del Monferrato presso la casa di amici di famiglia è stata l'occasione inattesa per procurare un certo numero di sinuosi e panciuti esemplari, spiccati direttamente dai rami di un grande albero e coccolati alla stregua di un prezioso bottino.
Appena tornata a casa ho disposto le mie pere cotogne su un vassoio, protagoniste assolute sulla credenza della cucina, e per diversi giorni ho goduto della loro bellezza semplice e dimessa e del sottile profumo di rose e miele che si faceva via via più persistente.
Ho indugiato a lungo prima di cedere alla voglia di soddisfare anche il tatto ed il gusto. Ho scelto così di dedicare buona parte dei frutti alla preparazione della confettura, che allieterà più di una colazione nei mesi a venire.
Sin da subito, però, avevo intenzioni ben chiare: le superstiti sarebbero diventate un dessert al cucchiaio, in cui la frutta, resa cedevole dalla lenta cottura in uno sciroppo speziato, si adagiasse su una crema morbida e voluttosa, rincorrendo la nota croccante e le suggestioni di sottobosco delle nocciole.
Nata come una semplice idea, presto è diventata un tarlo sempre più insistente, finché finalmente ho trovato il tempo per verificare se la ricetta avrebbe funzionato anche nella pratica.

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Pere cotogne con zabaione al Marsala e crumble di nocciole


Ingredienti per 4-6 persone:

Per le pere sciroppate:
3 grosse pere cotogne
750 ml di acqua
120 g di zucchero
1 cucchiaio di miele millefiori
1 fiore di anice stellato
1 stecca di cannella
3-4 chiodi di garofano
1 grosso limone non trattato, succo e metà della scorza

Per lo zabaione:
4 tuorli
80 g di zucchero semolato
8 mezzi gusci di Marsala secco

Per il crumble di nocciole:
60 di farina 00
50 di farina di farro integrale
40 g di nocciole sgusciate
60 g di burro fuso e intiepidito
60 g di zucchero di canna chiaro
1 cucchiaio di Marsala secco
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale


Preparare il crumble alle nocciole. In una ciotola mescolare le farine setacciate con lo zucchero, il lievito ed un pizzico di sale. Unire il burro precedentemente fuso e fatto raffreddare, le nocciole tritate al coltello ed il Marsala. Amalgamare gli ingredienti con la punta delle dita sino ad ottenere delle briciole irregolari. Allargare il composto su una teglia rivestita di carta forno e trasferire in frigorifero per 30 minuti.

Preriscaldare il forno a 180° e trascorso il tempo di riposo cuocere il crumble per circa 25-30 minuti o fino a quando risulterà uniformemente dorato, mescolando le briciole a metà cottura. Lasciare raffreddare.

Preparare le pere cotogne sciroppate. In una pentola a fondo spesso mettere l’acqua, lo zucchero, il miele e le spezie; unire il succo di limone filtrato e metà della scorza ridotta a strisce con un pelapatate. Portare a leggero bollore ed unire le pere cotogne precedentemente sbucciate, private del torsolo e divise in 4-6 pezzi.

Far riprendere il bollore, quindi coprire con un coperchio, lasciandolo un piccolo spiraglio per la fuoriuscita del vapore. Cuocere a fiamma dolce fino a quando la frutta risulterà tenera e cedevole alla pressione di una forchetta (circa 40 minuti, nel mio caso). Lasciare intiepidire le pere nel loro sciroppo, quindi ridurle a fettine sottili.

Poco prima di servire preparare lo zabaione: montare in una bastardella lo zucchero con i tuorli sino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; unire a filo il Marsala e continuare a montare energicamente la crema con una frusta su un bagnomaria caldo per circa 10 minuti o fino quando risulterà gonfia e vellutata

Disporre le fette di pera cotogna a raggiera in piattini individuali nappandole un cucchiaio del loro fondo di cottura. Completare ogni porzione con lo zabaione caldo ed un paio di cucchiai di crumble di nocciole e servire subito.


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mercoledì 28 giugno 2017

Insalata di ciliegie, rucola, caprino e noci


Insalata-ciliegie-rucola-caprino-noci


Lo so che sono fuori tempo massimo: la regola appresa da bambini e mai più dimenticata recita infatti che dopo San Giovanni non si mangiano ciliegie. I temerari trasgrediranno a loro rischio e pericolo, pena qualche incontro ravvicinato con i "gianin", i bachi della frutta che, a monito,  in Piemonte assumono il nome dialettale del Santo.
In effetti, complice un'estate quantomai precoce, il periodo d'oro dei frutti tentatori per eccellenza può considerarsi concluso ormai da un po' e mi perdonerete, spero, se arrivo tardi con la mia insalata: non voleva esser altro che uno spunto per assaporare l'intensa dolcezza delle ciliegie in una veste un po' inconsueta, perfetta per aprire un pasto leggero, magari accompagnata da un fresco calice di bianco.

Insalata-ciliegie-rucola-caprino-noci

Insalata di ciliegie, rucola, caprino e noci


Ingredienti per 4 persone:

300-400 g di ciliegie
1 mazzetto di rucola (circa 200 g)
1 mazzetto di insalatina da taglio
150 g di formaggio di capra a crosta fiorita
6-8 noci
2 fette di pane casereccio integrale o ai cereali (io ho usato il mio pane in cassetta, di cui trovate la ricetta QUI)
1 cucchiaio di aceto balsamico
la punta di 1 cucchiaino di cannella in polvere
olio extravergine d’oliva
sale e pepe


Lavare le ciliegie, tamponarle con carta assorbente, privarle del picciolo e denocciolarle.
Riunirle in una terrina, condirle con l'aceto balsamico, la cannella, una presa di sale, pepe fresco e un giro d'olio extravergine d'oliva; tenere da parte.
Mondare, lavare ed asciugare le insalate. Sgusciare le noci e tostare i gherigli in un padellino antiaderente. Spennellare leggermente d'olio le fette di pane e ridurle a cubetti; tostare anch'essi sino a quando risulteranno dorati.
Assemblare gli ingredienti in un'ampia insalatiera, aggiustare di condimento e completare con il caprino a scaglie.

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venerdì 28 aprile 2017

Galettes alle mele e mirtilli rossi


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Un paio di giorni fa mi è presa una gran voglia di crostata.
Non di una qualunque – però – ma di quella che prepara spesso la mia mamma e che per me rappresenta la quint’essenza del dolce casalingo e confortante. 
Come tutte le cose che le riescono particolarmente bene, spesso va a finire che tendo a godermele quando vado a trovarla e raramente le preparo io stessa, poiché so che non potrò riprodurre esattamente il sapore che cerco e che ho stampato bene in mente, ovvero quello delle cose semplici fatte dalle mani di chi ci vuole bene.  
Per non rinunciare ad un piccolo desiderio ed al contempo risparmiarmi la delusione di constatare che le mie crostate non avranno mai quell’inconfondibile sapore di casa e di famiglia, ho quindi tentato la via del compromesso. Mi è venuta in soccorso l’idea di una galette, rustica e genuina quanto basta e perfetta da gustare ancora tiepida di forno.
Il clima grigio e decisamente fresco degli ultimi giorni ha offerto la cornice perfetta per dedicarmi un prezioso momento in cucina, autentico balsamo che ha il potere di rasserenarmi lo spirito ancor più di una fetta di torta.

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Galettes alle mele e mirtilli rossi (con farina di mais)


Ingredienti per 4 galettes medio-piccole:
100 g di farina di mais
140 g di farina tipo 0
100 g di burro freddo a dadini
1 uovo medio
90 g di zucchero semolato
la scorza grattugiata di 1 limone non trattato
1 pizzico di sale

3 mele grandi
3 cucchiai di mirtilli rossi disidratati
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaino di amido di mais
il succo di ½ limone appena spremuto

1 cucchiaino di miele millefori
1 cucchiaio d’acqua

Preparare l’impasto; riunire in una ciotola le due farine con lo zucchero, la scorza di limone ed un pizzico di sale e mescolare con un cucchiaio di legno. Aggiungere il burro a dadini e lavorando con la punta delle dita intridere la farina con il burro sino ad ottenere un impasto a briciole; sbattere l’uovo, prelevarne un cucchiaio da tenere da parte, unire il restante all’impasto ed impastare velocemente per evitare di surriscaldare il burro. Formare una palla leggermente schiacciata, avvolgerla con un foglio di pellicola e porre a riposare in frigorifero per circa 30-40 minuti.
Nel frattempo sbucciare le mele ed affettarle; condirle in una terrina con lo zucchero, il succo di limone, l’amido di mais ed i mirtilli rossi.
Trascorso il tempo di riposo, riprendere l’impasto e stenderlo su un foglio di carta da forno leggermente infarinato ad uno spessore di 3 m circa. Con un coltello ricavare dalla pasta 4 dischi; disporre su ciascuno le fette di mele precedentemente preparate, distribuendo in maniera omogenea i mirtilli rossi e lasciando un margine libero di di 2-3 cm; ripiegare i bordi di pasta verso l’interno.
Spennellare l’impasto con l’uovo tenuto da parte ed cuore in forno caldo a 180° per circa 25 minuti.
Sfornare le galettes, lasciarle leggermente intiepidire, quindi spennellare le fettine di mela con il miele sciolto in un cucchiaio di acqua bollente e servire.


mercoledì 22 marzo 2017

Torta di banane al cardamomo con macedonia tropicale (senza latticini)


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Domenica: finalmente a casa dopo una settimana nomade, posso tirare un bel sospiro di sollievo e trascorrere qualche ora di pace in cucina, con il sole marzolino che prepotente entra dalla finestra ed un po’ di buona musica in sottofondo. La mattinata scorre pigramente mentre armeggio tra ciotole e fornelli; taglio mescolo e impasto, e pian piano i mie pensieri iniziano a danzare leggeri, seguendo il ritmo delle mani che riscoprono gesti e rituali che hanno il dolce profumo della famiglia, degli affetti e dei ricordi.
Ora posso dedicarmi ad un paio di ricette cullate a lungo nei pensieri, in attesa di essere provate. Che siano tradizionali od esotiche, codificate od improvvisate, molto spesso devono infatti attraversare una lunga parabola dalla mente al piatto, che le carica di attese ed aspettative. Proprio come è successo con questa torta di banane al cardamomo, che mi ha incuriosita al primo sguardo e che non vedevo l’ora di assaggiare.

La ricetta porta la firma di Nigel Slater, con alcune variazioni e licenze poetiche della sottoscritta, quali l’aggiunta di farina di cocco per evidenziarne l’ispirazione esotica e regalare un ulteriore spunto aromatico all’insieme. Nel complesso un ottimo dolce, differente rispetto ai classici banana cake o banana bread della tradizione anglosassone perché molto più soffice ed arioso, reso leggero dall’assenza di latticini e dalla modesta quantità di grassi ed incredibilmente profumato. La macedonia lo equilibra con la giusta nota di freschezza e acidità ed invita ad assaggiarne un’altra fetta.

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Torta di banane al cardamomo con macedonia tropicale (senza latticini)

(Ricetta liberamente tratta e parzialmente modificata dalla Banana and cardamom cake di Nigel Slater)

Per la torta di banane:
Ingredienti per uno stampo quadrato di 20 cm di lato od uno stampo rotondo di 22 cm

375g di banane (peso al netto degli scarti)
1 cucchiaio di succo di limone
150 g di farina 00
50 g di farina di cocco
2 cucchiaini di lievito in polvere
80 g di zucchero di canna, tipo muscovado
80 g di zucchero semolato + 2 cucchiai
4 cucchiai d’olio (per me un extravergine d’oliva delicato; in alternativa olio di semi)
2 uova
1 pizzico di sale
8 baccelli di cardamomo

Per la macedonia tropicale:
1 piccola papaya matura
3 fette di ananas fresco
1 lime
1 cucchiaio colmo di zucchero di canna


Preparare anzitutto la macedonia: sbucciare la papaya, privarla dei semi e ridurla a dadini; pelare l’ananas e tagliare anch’esso a dadini. In una ciotola capiente mescolare lo zucchero con il succo di lime e metà della sua scorza grattugiata. Unirvi quindi la frutta preparata, mescolare e tenere da parte in luogo fresco

Preparare la torta. Tagliare le banane a rondelle e schiacciarle con una forchetta, senza però ridurle in purea.
Setacciare la farina con il sale ed il lievito, aggiungervi la farina di cocco e mescolare.
Rompere i baccelli di cardamomo, prelevarne i semi e pestarli in un mortaio; mescolarli con i due cucchiai di zucchero e tenere da parte.
Montare le uova con i due tipi di zucchero per alcuni minuti, sino ad ottenere un composto chiaro e spumoso; unire lentamente l’olio e continuare a montare con le fruste elettriche a media velocità.
Aggiungere infine le polveri, mescolando delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto, e le banane schiacciate, cercando di distribuirle nell’impasto.
Versare il composto in una teglia rivestita di carta da forno e livellarlo; distribuire lo zucchero al cardamomo sulla superficie ed infornare in forno preriscaldato a 170° per circa 35 minuti. Lasciare intiepidire, quindi servire la torta con la macedonia tropicale.

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mercoledì 7 dicembre 2016

Mince pies


mince-pies

Il mince pie è un dolce natalizio della tradizione britannica, formato da un friabile involucro di pasta frolla e da un saporito ripieno a base di frutta secca, mele e spezie, il "mincemeat" (o "fuit mince"). Come il nome lascia intuire, tale ripieno anticamente includeva tra i suoi ingredienti anche carne tritata e strutto, e pare che le origini di questa insolita combinazione vadano ricercate in alcuni dolci della tradizione mediorientale, importati in terra europea dai crociati nel XIII secolo.
Servita tradizionalmente nei giorni di Natale, questa specialità venne in seguito associata ad una supposta "idolatria" cattolica, e quindi bandita dalle autorità puritane durante la Guerra Civile inglese. La tradizione di consumare il Christmas pie a dicembre rimase tuttavia  radicata fino all'epoca vittoriana, sebbene nel frattempo la ricetta abbia subito notevoli trasformazioni, facendosi via via più dolce fino a veder scomparire la carne tra gli ingredienti e riducendosi di formato rispetto alla forma oblunga che aveva un tempo, avvicinandosi nel gusto e nell'aspetto al dolcetto che oggi conosciamo.
A testimonianza della profonda portata simbolica e religiosa di questo dolce, originariamente la ricetta del mincemeat prevedeva 13 ingredienti, rappresentativi di Cristo e dei 12 apostoli; inoltre, secondo la tradizione, il ripieno andrebbe preparato con alcune settimane di anticipo rispetto alla confezione dei dolcetti, per consentire ai sapori di amalgamarsi e sprigionare tutti i loro aromi. 
Desiderosa di provare anch'io questi dolcetti, ho optato per una versione semplificata ed "alleggerita" della ricetta, adattandone le tempistiche ad un weekend di pioggia dedicato alla cucina. Il risultato è stato comunque sorprendente e delizioso, perciò non esito a condividerlo, certa che nei Natali a venire  i mince pies diverranno una piacevole ed irrinunciabile tradizione anche per me.

mince-pies

mince-pies

mince-pies

Mince pies 

Ingredienti per una trentina di mince pies)

Per la frolla:
220 g di farina 00
100 g di burro freddo a dadini
1 uovo
80 g di zucchero semolato
1 pizzico di sale

Per il fruit mince:
1 grossa mela (idealmente Renetta o Granny Smith)
30 g di uvetta sultanina
30 g di mirtilli rossi essiccati
30 g di gherigli di noce spezzettati
30 g di arancia candita a cubetti
50 g di zucchero di canna scuro
1 pizzico di cannella
1 pizzico di zenzero in polvere
1 pizzico di noce moscata
il succo e la scorza di 1/2 arancia non trattata
20 ml di brandy

burro e farina per gli stampini
1 cucchiaio di latte per lucidare

Preparare il fruit mince il giorno precedente, o con almeno qualche ora di anticipo rispetto alla preparazione dei mince pies.
Sbucciare la mela e privarla del torsolo; grattugiarla e raccoglierne la polpa in una terrina. Unirvi tutti gli altri ingredienti mescolando bene, coprire e lasciare riposare in luogo fresco.
Preparare la frolla: setacciare la farina in una capiente ciotola, unire lo zucchero ed il sale e mescolare; creare una fontana ed unire al centro il burro a pezzetti. Cominciare a lavorare l'impasto con la punta dele dita ed unire quindi l'uovo leggermente sbattuto. Impastare velocemente, formare una palla e ricoprirla con un foglio di pellicola. Lasciare riposare in frigorifero per almeno 45-60 minuti.
Riprendere l'impasto e stenderlo sulla spianatoia leggermente infarinata ad uno spessore di circa 3 mm. Con un bicchierino o un coppapasta ricavarvi dei cerchi di circa 8 cm di diametro e con essi rivestire degli stampi da mini-muffins leggermente imburrati ed infarinati. Riempire ogni stampino con u cucchiaino abbondante del ripieno preparato. reimpastare i ritagli di frolla, stenderli e ricavarvi delle stelline con una formina taglia-biscotti. Adagiare delicatamente una stella su ogni mince pie, spennellare la superficie di latte e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 20-25 minuti o fino a doratura.
Lasciare intiepidire ed a piacere spolverizzare di zucchero a velo prima di servire.

mince-pies





mercoledì 30 novembre 2016

Crumble di frutta autunnale


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Il crumble è un fine pasto classico di casa nostra, che prepariamo spessissimo in autunno utilizzando la frutta di stagione. 
E' un dolce dimesso, poco appariscente e molto rustico nella presentazione, ma  trovo che l'incontro tra la frutta cotta leggermente speziata e le briciole croccanti sia semplicemente sublime e che non abbia bisogno di alcun abbellimento per sprigionare la sua essenza più autentica.
Buono da solo, diventa perfetto se gustato tiepido con una pallina di gelato alla vaniglia, magari assaporandolo con in sottofondo il crepitio della legna che brucia, spandendo nell'aria tepori che profumano di casa e di famiglia.

crumble-di-frutta-autunnale

crumble

Crumble di frutta autunnale 

Ingredienti per 6-8 persone:

Per il crumble:

300 g di farina tipo 1 (o farina 00)
120 g di zucchero semolato
100 g di burro freddo a dadini
1 cucchiaio colmo di lievito per dolci
1 uovo
la scorza grattugiata di 1/2 limone non trattato
1 pizzico di sale

Per la frutta cotta:

600 g di mele
600 g di pere
5-6 prugne secche, denocciolate
3-4 fichi secchi
2 cucchiai di zucchero di canna
il succo e la scorza grattugiata  di 1 piccolo limone ed 1 arancia non trattati
1/2 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino raso di zenzero in polvere

Mondare le mele e le pere e tagliarle a cubetti. Riunirle in una capace terrina ed irrorarle con il succo di agrumi; unire la frutta secca a pezzetti, lo zucchero e le spezie. Mescolare bene io in genere utilizzo le mani) e trasferire il composto in una tortiera di ceramica o pirex a bordi alti leggermente imburrata (se si preferisce un crumble più basso, suddividere la frutta in due stampi).
Coprire la tortiera con un foglio di carta stagnola e cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 25-30 minuti.
Preparare nel frattempo il crumble: setacciare la farina ed il lievito in una ciotola; unire lo zucchero, un pizzico di sale e la scorza di limone ed amalgamare gli ingredienti. Creare un fontana ed unire al centro il burro a dadini. Cominciare a lavorare l'impasto con la punta delle dita, aggiungendo gratamente l'uovo leggermente sbattuto, fino ad ottenere un composto sbriciolato e granuloso, dalla consistenza irregolare. Coprire la ciotola con un foglio di pellicola e metterla a riposare in frigorifero fino a quando la frutta sarà cotta.
Estrarre quindi sal forno lo stampo con la frutta cotta, eliminare l'alluminio e distribuire sulla superficie l'impasto sbriciolato. Infornare nuovamente per circa 30 minuti, o fino a quando il crumble di frutta risulterà dorato. Servire tiepido.

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martedì 5 luglio 2016

Albicocche all’erba cedrina con crumble alle mandorle e gelato alla vaniglia


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Oggi vi propongo un dessert nato dall’improvvisazione ed ispirato dal profumo di un bel mazzo di erba cedrina raccolto pochi giorni fa nel giardino della mia mamma. La voglia di catturare ed assaporare quell’aroma si è insinuata nei miei pensieri e mi ha condotta all’idea di un dolce estivo, fresco ma al contempo appagante e sontuoso, in cui la frutta fosse la vera protagonista. 
Se solitamente l’erba cedrina si utilizza per confezionare infusi e liquori, in questo caso è diventata l’ingrediente caratterizzante di un delicato sciroppo nel quale ho tuffato le prime succose albicocche di stagione. Le note rinfrescanti ed agrumate di limone e geranio sprigionate dalle foglie si sposano infatti molto bene con la frutta, in particolare quella acidula, ma se vi capita di trovare quest’erba – conosciuta anche come verbena odorosa, erba luigia o limonaria – vi consiglio di acquistarla perché gli utilizzi, non solo in cucina, sono innumerevoli.
A completare il dessert, un croccante crumble di mandorle ed una pallina di gelato alla vaniglia: l’alternanza di sapori, consistenze e temperature è piacevolissima e se anche voi siete alla ricerca di un dolce semplice ma elegante v’invito a provare senza indugi. 

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Albicocche all’erba cedrina con crumble alle mandorle e gelato alla vaniglia

Ingredienti per 4-6 persone

Per le albicocche all’erba cedrina:

8-10 albicocche, mature ma sode
½ bicchiere d’acqua
1 cucchiaio di succo di limone appena spremuto
2 cucchiai di zucchero semolato
1 cucchiaio di miele (io ho usato quello di ailanto)
1 bacca di vaniglia
3-4 rametti di erba cedrina

Per il crumble alle mandorle:

100 g di farina tipo 2 macinata a pietra
60 g di zucchero di canna
60 g di burro
40 g di mandorle, non spellate
4 armelline (o 2 mandorle amare)
1 cucchiaio di liquore Amaretto
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale

gelato alla vaniglia, per servire

Preparare il crumble alle mandorle. In una ciotola mescolare la farina con lo zucchero, il lievito ed un pizzico di sale. Unire il burro precedentemente fuso e fatto raffreddare, le armelline finemente tritate, le mandorle tritate al coltello ed il liquore. Amalgamare gli ingredienti con la punta delle dita sino ad ottenere delle briciole irregolari. Allargare il composto su una teglia rivestita di carta forno e trasferire in frigorifero per 30 minuti.
Preriscaldare il forno a 180° e trascorso il tempo di riposo cuocere il crumble per circa 25-30 minuti o fino a quando risulterà uniformemente dorato, mescolando le briciole a metà cottura. Lasciare raffreddare.
Lavare le albicocche, dividerle a metà e privarle del nocciolo. In una padella a fondo spesso che possa contenere le albicocche in un solo strato mettere l’acqua, lo zucchero, il miele, la bacca di vaniglia divisa a metà e l’erba cedrina. Portare a leggero bollore, aggiungere il succo di limone e disporre le mezze albicocche con il lato del taglio rivolto verso il basso. Cuocere a fiamma vivace per 4-5 minuti, girando le albicocche a metà cottura. Se necessario aggiungere un paio di cucchiai d’acqua. Lasciare intiepidire leggermente le albicocche, quindi trasferirle in piatti individuali nappandole con il loro fondo di cottura e completare con il crumble, il gelato alla vaniglia e qualche foglia di erba cedrina.

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venerdì 13 maggio 2016

Charlotte alle fragole


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Era davvero il caso che mi decidessi a pubblicare una ricetta dolce, dopo la sfilza ininterrotta di piatti salati che sono comparsi sulle pagine di questo blog nell’ultimo mese, senza soluzione di continuità.
D’altronde ho già accennato altrove alla mia preferenza per il salato, per quanto riguarda sia l’atto del cucinare che il piacere del mangiare, ed essendo questo spazio nient’altro che il riflesso di ciò che passa sulla mia tavola è naturale constatare una certa prevalenza di questa categoria – a scapito dei ben più allettanti dolci, vero asso nella manica di qualunque foodblogger che si rispetti.
Il momento è arrivato, comunque, perciò oggi vi propongo questa charlotte alle fragole, un dolce scenografico ma relativamente semplice da assemblare che rende festosa ed allegra la tavola e riscuote numerosi consensi. Si tratta di una base di crema inglese, variamente aromatizzata ed arricchita con frutta fresca o altri ingredienti, racchiusa in un guscio di savoiardi (che in questo caso ho acquistato già pronti) e riccamente decorata. Gli amanti dei dolci al cucchiaio e delle consistenze cremose non potranno che apprezzarla.
Purtroppo non sono riuscita a scattare una foto della fetta per mostrarvi l’interno, ma la charlotte era dedicata alla mia mamma e non ho voluto guastare i festeggiamenti con l’ansia delle fotografie. Non appena verrà replicata, non mancherò di aggiornare il post.

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Charlotte alle fragole

Ingredienti per uno stampo a cerniera da 20 cm:

250 g circa di savoiardi
500 g di fragole fresche
300 ml di panna fresca + 100 ml circa per la decorazione
3 tuorli
320 ml di latte fresco intero
130 g di zucchero semolato
40 g di zucchero a velo
12 g di gelatina in fogli
i semini di ½ bacca di vaniglia
4 pezzi di scorza di limone non trattato
1 pizzico di sale

Tagliare i savoiardi in modo che la lunghezza combaci con l’altezza dello stampo e rivestire uno stampo a cerniera posizionandoli in verticale sino a ricoprirne completamente il perimetro. Rivestire anche il fondo, aiutandosi con i ritagli di savoiardo per riempire gli spazi vuoti. 
Preparare uno sciroppo con 30 g di zucchero semolato prelevati dal totale, 70 g di acqua e due pezzi di scorza di limone: portare a bollore, lasciare sobbollire per pochi secondi e fare raffreddare. Con un pennello da cucina bagnare delicatamente la base di savoiardi. Tenere da parte. Nel frattempo ammollare in acqua fredda la gelatina.
Preparare la crema inglese: portare a sfiorare il bollore il latte con la vaniglia e la scorza di limone. Lavorare i tuorli con lo zucchero semolato (100 g) ed un pizzico di sale fino ad ottenere un composto omogeneo. Filtrare il latte caldo e versarlo sulle uova mescolando con un cucchiaio di legno. Porre la crema a cuocere a bagnomaria a fuoco basso, sempre mescolando, sino a quando velerà il dorso del cucchiaio ed avrà raggiunto la temperatura di 85°. Unirvi la gelatina ben strizzata e mescolare fino a completo scioglimento. Lasciare raffreddare la crema ponendo la ciotola che la contiene in un’altra più capiente e piena di ghiaccio.
Nel frattempo frullare 300 g di fragole, mondate e lavate, con lo zucchero a velo e montare la panna. Quando la crema inglese sarà fredda, unirvi la purea di fragole e la panna montata, con movimenti delicati dal basso verso l’alto per non smontare il composto. Versare nello stampo rivestito di savoiardi e batterlo un paio di volte sul piano di lavoro, in modo da assestare la crema. Riporre in frigorifero per almeno 8 ore.
Trasferire il dolce su un piatto di portata e rimuovere delicatamente lo stampo. Decorare la superficie con le fragole tenute da parte (200 g), precedentemente lavate, e con ciuffetti di panna montata. Rivestire il bordo inferiore del dolce con un nastro in tinta e servire.

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martedì 26 aprile 2016

Insalata di asparagi e fragole


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Dopo un weekend lungo che per molti avrà fatto il paio con mangiate abbondanti più del solito, oggi vi propongo un piatto fresco e leggero ma pieno di sapore: un’insalata di asparagi e fragole dove s’incontrano due dei frutti più rappresentativi di questa stagione. 
Ormai questo accostamento, che sulle prime potrebbe sembrare azzardato, ha conquistato quasi la dignità di classico e la ragione è presto spiegata: il sapore minerale e vagamente amarognolo dell’asparago si sposa all’acidità ed alla dolcezza della fragola, dando vita ad un insieme armonico ed equilibrato.
Ho arricchito l’insalata con cubetti di primosale, ma per un risultato più saporito sarebbe perfetto anche un caprino o della feta; inoltre, per a un’ulteriore nota aromatica, ho utilizzato il limone confit, ormai una presenza fissa nel mio frigorifero, in grado di regalare una fragranza insolita e piacevolissima a molti piatti.

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Insalata di asparagi e fragole

Ingredienti per 2-4 persone (a seconda che lo si serva come piatto unico o antipasto):

400 g di asparagi
250 g di fragole
120 g di primosale (in alternativa, caprino a pasta morbida o feta, per un risultato più saporito)
1 manciata di insalatina a piacere (lattughino, valeriana, rucola…)
3-4 rapanelli
¼ di limone confit (QUI la ricetta per prepararli in casa)
olio extravergine
succo di limone
sale e pepe

Pulire gli asparagi, privandoli della parte più dura e legnosa e raschiando la parte terminale del gambo con un pelapatate. Lavarli in acqua corrente e tagliarli obliquamente (a becco di flauto), in pezzi di un paio di centimetri di lunghezza. Cuocerli al vapore per circa 5 minuti: dovranno rimanere croccanti.
Nel frattempo lavare le fragole, privarle delle foglie e ridurle a spicchietti; lavare i rapanelli ed affettarli sottilmente; mondare, lavare ed asciugare l’insalata. Sciacquare il limone confit sotto un getto d’acqua corrente e privarlo della polpa; ridurlo a piccoli dadini. Tagliare il primosale a cubetti.
Scolare gli asparagi, passarli per pochi istanti in acqua e ghiaccio per fermare la cottura e fissarne il colore.
Comporre quindi l’insalata assemblando i vari ingredienti. Condire con una citronette preparata emulsionando 2-3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva, 1 cucchiaio circa di succo di limone, sale e pepe.

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