lunedì 17 settembre 2018

Tiropsomo (pane greco alla feta)


Tiropsomo - Pane greco alla feta

Buongiorno e bentrovati!
Dopo più di due mesi di assenza non vedevo l’ora di tornare a far capolino qui, nel mio angolo del
cuore.
Date le temperature ancora estive, condivido con piacere con voi una ricetta sfornata qualche settimana fa, perfetta per accompagnare le verdure di stagione e gli ultimi dolci pomodori che ancora gli orti ci regalano. Si tratta del tiropsomo, un delizioso pane greco alla feta ideale come spuntino, gustato a quadrotti per aperitivo o come pasto veloce e saporito.
Avevo già provato qualcosa di molto simile tempo fa, utilizzando una ricetta tratta dalla “Bibbia della cucina greca” di Vefa Alexiadou: dei soffici panini a forma di chiocciola ripieni di feta e ricoperti da una pioggia di semi di sesamo, davvero ottimi e perciò da allora replicati in numerose occasioni.
Quando però mi sono imbattuta nella versione del tiropsomo proposta da Eleni sul suo blog non ho saputo resistere alla tentazione di provarlo in veste di “focaccia”. Per combinazione avevo in casa tutti gli ingredienti e così nell’arco di poche ore abbiamo potuto gustare un ottimo e ricco pane al formaggio, che nel nostro caso è diventato protagonista del pranzo, accompagnato da pomodorini, olive ed una fresca insalata.
Rispetto alla ricetta di Eleni ho apportato qualche piccola modifica ed ho riproporzionato gli ingredienti per adattarli ad una teglia circolare. Dato però che questo “pane alla feta” si conserva morbido e fragrante a lungo, non preoccupatevi se dovesse avanzarne: basterà riscaldarlo velocemente in forno o sul tostapane per farlo tornare come nuovo. 

Tiropsomo - Pane greco alla feta


Tiropsomo (pane greco alla feta)

(Ricetta tratta e parzialmente modificata da qui)

Ingredienti per una teglia rotonda di circa 30 cm di diametro:

350 g di farina tipo 0
6 di lievito di birra fresco
4 g di sale fino
5 g di miele millefiori
190 ml latte tiepido
70 ml olio extravergine d’oliva
200 g di formaggio feta 
semi di sesamo, a piacere

Riunire in un recipiente il latte tiepido, il miele ed il lievito. Mescolare e lasciare riposare per una decina di minuti, finché non si noterà una leggera schiuma sulla superficie.
In una terrina capiente versare la farina, creare una fontana ed al centro unire il miscuglio di latte e lievito e l’olio. Cominciare ad impastare, dapprima con una forchetta ed in seguito con le mani; unire quindi il sale e la feta sbriciolata, incorporandola all’impasto.
Lavorare l’impasto a lungo ed energicamente sul piano di lavoro leggermente infarinato. Formare una palla e lasciarla lievitare, coperta, fino al raddoppio del volume. Trasferire quindi l’impasto su una teglia oliata ed appiattirlo sino a ricoprire l’intera superficie; lasciare lievitare nuovamente per circa 30-40 minuti, quindi spennellare leggermente la superficie con del latte e spolverare di semi di sesamo.
Cuocere in forno caldo preriscaldato a 200° per circa 25 minuti o fino a quando la superficie risulterà dorata. Gustare il tiropsomo tiepido, accompagnandolo con olive, pomodorini ed origano (in mancanza, io ho utilizzato del basilico greco).

Tiropsomo - Pane greco alla feta


lunedì 2 luglio 2018

Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle


Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle


Pare che il caldo vero sia finalmente arrivato, perciò mi appresto a diradare la frequenza di utilizzo del forno; non prima però di aver condiviso qui uno degli ultimi dolci preparati per allietare il weekend e rendere omaggio all'estate.
Da un po' di tempo a questa parte il blog sta assistendo ad una deriva glicemica che spero mi perdonerete: il fatto è che, dovendo fare i conti con un tempo che non sembra mai bastare, mi ritrovo a condividere prevalentemente ricette di dolci, più gestibili nelle tempistiche soprattutto dal punto di vista delle foto. Così succede che gli esperimenti salati seguano perloppiù la via dell'immediata consumazione, mentre torte, crostate e dolci al cucchiaio, più adattabili alle attese e agli incastri di impegni, trovino lo spazio per essere documentati. 
L'esemplare qui in foto è in realtà un dolce poco dolce e moderatamente calorico, dove a prevalere sono le note acute ed asprigne del rabarbaro e dei lamponi. Ormai siamo quasi fuori tempo massimo, ma per chi possiede un orto oppure ha la fortuna di scovare i preziosi steli di rabarbaro sui banchi del mercato o nella grande distribuzione, questa torta semplice ma d'effetto essere una buona destinazione d'uso. 

P.S. Da oggi mi trovate anche su Instagram come giuly_abovo: seguitemi, se vi va, per rimanere aggiornati sulle novità dalla mia cucina e scoprire qualcosa in più su di me.
Vi aspetto!

Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle

Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle

Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle

Ingredienti per uno stampo a cerniera di 24 cm:


200 g di farina 00
70 g di farina di mandorle
2 uova
100 g di zucchero semolato + 2 cucchiai per la finitura
80 g di burro morbido
150 ml di yogurt bianco non zuccherato
la scorza grattugiata di un piccolo limone non trattato
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
350 g di steli di rabarbaro, lavati, asciugati e ridotti a tronchetti di circa 10 cm
100 g di lamponi
2-3 cucchiai di mandorle a lamelle


Lavorare a crema il burro morbido a temperatura ambiente con lo zucchero sino ad ottenere un composto arioso e ben montato. Unire quindi le uova una alla volta e la farina di mandorle, poi la farina setacciata con il lievito ed un pizzico di sale, alternata allo yogurt, e mescolare accuratamente. Profumare con la scorza di limone.
Rivestire il fondo ed i bordi dello stampo con la carta forno e trasferirvi il composto, livellandolo bene.
Distribuire armoniosamente il rabarbaro ed i lamponi sulla superficie e completare con due cucchiai di zucchero e le mandorle a lamelle.
Cuocere in forno caldo a 180° per circa 45 minuti, coprendo eventualmente la superficie del dolce con un foglio di carta stagnola verso fine cottura, se dovesse tendere a scurire.
Sfornare e lasciare intiepidire il dolce su una gratella. Una volta freddo cospargerlo con poco zucchero a velo e servire, accompagnando a piacere con yogurt greco o panna montata. 

Torta di rabarbaro e lamponi alle mandorle





venerdì 8 giugno 2018

Hummus Kawarma (Hummus con agnello e salsa al limone)


Hummus kawarma - Hummus con agnello e limone - Ricetta Ottolenghi


Conoscete l’hummus kawarma? Si tratta di una specialità libanese a base di hummus guarnito con pezzi d’agnello fritti, una profumata salsa al limone ed una pioggia di pinoli croccanti. 
La ricetta, scovata tra le pagine di Jerusalem, è di quelle che già al primo sguardo ti mettono l’acquolina; merito senza dubbio della bella foto che campeggia a tutta pagina e dell’impiattamento così deliziosamente rustico e spettinato proposto dagli autori, che evoca convivi spensierati, chiacchiere e condivisione.
Tamimi e Ottolenghi presentano il piatto come “uno dei cibi più sensazionali che possiate mettere in bocca”, e devo ammettere che dopo l’assaggio non ho potuto che condividere il loro pensiero: sarà che sono un’autentica fanatica dei ceci, che in generale adoro gli aromi propri della cucina mediorientale, o che di recente ho scoperto una passione per la carne ovina, fatto sta che l’insieme dei sapori e delle consistenze mi ha conquistata.
Anziché l’agnello in pezzi è possibile utilizzare quello macinato, o addirittura ometterlo del tutto per una versione vegetariana comunque molto gustosa: la ricetta di hummus che fa da base al piatto è così ricca e cremosa che merita un assaggio anche da sola.
Se siete amanti del genere e come me andate in deliquio per tutto ciò che si può spiluzzicare in assoluto relax, - preferibilmente con una birretta ghiacciata a portata di mano - procuratevi del buon pane arabo o pita e vi garantisco che le vostre papille faranno festa.

Hummus kawarma - Hummus con agnello e limone - Ricetta Ottolenghi

Hummus Kawarma (Hummus con agnello e salsa al limone)

(Ricetta tratta da Jerusalem, di Y. Ottolenghi e S. Tamimi)


Ingredienti per 6 persone:

Per l’hummus:
250 g di ceci secchi
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
270 g di tahini leggera (per me un po’ meno)
4 cucchiai di succo di limone
1 piccolo spicchio d’aglio (la ricetta originale ne prevede 4)
100 ml di acqua freddissima
sale

Per il kawarma:
300 g di filetto di collo d’agnello tagliato sottile (io ho usato della spalla)
¼ di cucchiaino di pepe nero macinato
1/$ di cucchiaino di pepe bianco macinato
1 cucchiaino di pimento
½ cucchiaino di cannella macinata
1 pizzico di noce moscata
1 cucchiaino di za’atar o origano secco
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
1 cucchiaio di menta fresca sminuzzata
1 cucchiaio di prezzemolo tritato, più altro per guarnire
1 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaio di burro
1 cucchiaino d’olio extravergine d’oliva

Per la salsa al limone:
10 g di prezzemolo sminuzzato
1 peperoncino verde tritato
4 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai d’aceto di vino bianco
2 spicchi d’aglio schiacciati (io li ho utilizzati interi e leggermente pestati e rimossi prima di completare il piatto)
sale

qualche cucchiaio di ceci lessati e 2 cucchiai di pinoli fritti in poco burro, per guarnire

Preparare innanzitutto l’hummus.
Il giorno prima lavare bene i ceci, metterli in una terrina con il doppio del loro volume di acqua e lasciarli in ammollo per una notte. Scolare quindi i ceci, trasferirli in una casseruola di medie dimensioni, unire il bicarbonato e cuocerli per 5 minuti a fiamma alta, rimestando costantemente.
Unire un litro e mezzo d’acqua e portare a bollore, quindi cuocere fino a quando risulteranno teneri e si romperanno facilmente se premuti tra pollice e indice. Durante la cottura schiumare spesso ed eliminare le pellicine che verranno in superficie.
Scolare i ceci, trasferirli in un mixer e frullarli sino ad ottenere una crema consistente. Unire quindi il resto degli ingredienti, tenendo l’acqua per ultima ed aggiungendola poco a poco, sino ad ottenere una pasta omogenea e molto cremosa. Lasciare riposare l’hummus per almeno mezz’ora.
Preparare il kawarma riunendo tutti gli ingredienti in una terrina di media dimensione. Mescolare bene e lasciare marinare in luogo fresco per 30 minuti.
Mescolare tutti gli ingredienti per la salsa al limone in una piccola ciotola e tenere da parte.
Scaldare il burro e l’olio in una grossa padella e friggere la carne a più riprese per un paio di minuti, muovendo continuamente i pezzi.
Suddividere l’hummus in sei piatti individuali lasciando al centro un incavo nel quale mettere l’agnello caldo ed i ceci. Completare con la salsa al limone, i pinoli e prezzemolo tritato.

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