lunedì 6 novembre 2017

Apple cider doughnut cake – Torta di mele al sidro


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Gli apple cider doughnut sono delle ciambelle spugnose e profumate tipiche dello street-food dolce americano. Servite calde appena fritte, cosparse di zucchero alla cannella ed accompagnate da un bicchiere di mulled cider (sidro caldo speziato), rappresentano un rito autunnale irrinunciabile negli stati nordorientali degli USA. Dal Vermont al New England, dal Maine al Massachussets, ai primi freddi è infatti tradizione recarsi ai banchi dei mercati contadini o nelle aziende agricole che producono sidro per gustare queste dolci specialità.
La presenza del sidro nell'impasto conferisce ai doughnut il caratteristico profumo e retrogusto di mela, oltre a renderli particolarmente soffici: la sua acidità reagisce infatti con il lievito chimico ed il
bicarbonato, contribuendo alla riuscita di un prodotto morbido e ben sviluppato.

Nel suo nuovo libro Martha Stewart ne propone una rivisitazione in forma di torta, che incarna l'idea stessa dell'autunno: umida e profumata, è il classico e rassicurante dolce da credenza che all'assaggio rivela però una personalità ben spiccata.
Incuriosita dalla presenza del sidro – ingrediente che tanto amo sia in accompagnamento del dolce che del salato - della purea di mele e dell'olio extravergine d'oliva, ho subito voluto provarla.
Con le dosi indicate ho sfornato un dolce di dimensioni ragguardevoli, cui a mio avviso giova molto il riposo: dopo qualche ora le varie componenti aromatiche si armonizzano infatti in un sapore complesso e ricco di sfumature.
E' inoltre estremamente semplice e veloce da preparare: non avrete bisogno che di due ciotole, una frusta od un cucchiaio di legno e di 10 minuti del vostro tempo. Provatela!

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Apple cider doughnut cake – Torta di mele al sidro

(Ricetta tratta da A New Way to Bake di Martha Stewart e riproposta dallo Starbooks qui)

Ingredienti per uno stampo a ciambella da 26-28 cm di diametro

240 g di farina 00
120 g di farina integrale
3 uova grandi a temperatura ambiente
250 g di sidro di mele
190 g di olio extravergine d’oliva delicato (io ho ridotto a 160 g ed aumentato leggermente la dose di sidro in proporzione)
285 g di zucchero di canna naturale (ho ridotto a 260 g) + 2 cucchiai circa per la finitura
190 g di salsa di mele senza zucchero*
1 e 1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci
1 e 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
½ cucchiaino di zenzero in polvere (mia aggiunta)
1 pizzico di chiodi di garofano in polvere (mia aggiunta)
1 pizzico di noce moscata in polvere (mia aggiunta)
1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
3/4 di cucchiaino di sale grosso
2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
3 cucchiai di burro fuso (li ho omessi)
burro e farina per lo stampo

* L’ho preparata in casa cuocendo in un pentolino, coperte, 3 mele renette sbucciate e tagliate a dadini con 1 cucchiaio di succo di limone e poca acqua per circa 15 minuti, fino ad ottenere la consistenza di una composta. Ho quindi frullato il tutto e lasciato raffreddare prima di utilizzare la purea nella torta.

Preriscaldare il forno a 175°. Imburrare ed infarinare generosamente uno stampo a ciambella. In una larga ciotola mischiare le farine, il lievito, 1 cucchiaino di cannella, le spezie, il bicarbonato ed il sale. 
In un'altra ciotola mescolare lo zucchero, il sidro di mele, l'olio d'oliva, la salsa di mele, la vaniglia e le uova. Aggiungere il composto di uova alla miscela di farine e mescolare con una frusta fino a che il tutto non sia ben combinato. Trasferire l'impasto nello stampo.
Cuocere, ruotando lo stampo a metà cottura, fino a quando stecchino inserito al centro non uscirà asciutto: saranno necessari circa 45-50 minuti. Trasferire lo stampo su una griglia e lasciare raffreddare per 15 minuti.
Nel frattempo mischiare 2 cucchiai di zucchero con 1/2 cucchiaino di cannella. Estrarre il dolce dallo stampo, spennellarlo con il burro fuso (io ho omesso questo passaggio) e spolverarlo con lo zucchero alla cannella. Lasciare raffreddare completamente prima di servire.  Il dolce può essere conservato coperto a temperatura ambiente fino a 2 giorni (a me è durato 4; dopo il secondo giorno l’ho però trasferito in frigorifero).

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lunedì 16 ottobre 2017

Chili vegetariano


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Del chili messicano ho sempre preparato e apprezzato la versione classica con fagioli neri e carne, seguendo la ricetta della mia mamma.
Quella che vi propongo è invece un'ottima alternativa vegetariana, che può essere tranquillamente servita anche a chi segue una dieta vegana, in quanto non contiene prodotti di origine animale (in questo caso l'unica accortezza sarà di servire a parte lo yogurt greco o la panna acida).
Amo particolarmente le pietanze che mettono d'accordo anche le tavolate più eterogenee dal punto di vista dei gusti e delle scelte alimentari, consentendo di accontentare gli amanti dei sapori decisi ma anche chi ha problemi di intolleranze o chi vuole tenersi leggero.
La ricetta l'ho scoperta sul bel blog di Elena, ricco di spunti etnici e fusion, e l'ho poi leggermente modificata in base all'ispirazione del momento.
Il bello di questo genere di piatti è proprio l'estrema libertà con cui possono essere personalizzati e resi diversi di volta in volta: potete scegliere di attenervi scrupolosamente alle indicazioni o potete osare con gli ingredienti a seconda delle vostre preferenze, giocando con le spezie e con gli elementi di contorno.
Vale la pena approfittare degli ultimi peperoni della stagione, ancora dolci e carnosi, per preparare questo piatto unico festoso e conviviale, perfetto da gustare insieme agli amici componendo ciascuno la propria tortilla con gli accompagnamenti preferiti.
Con poco impegno otterrete un risultato delizioso... ma non dimenticate qualche birra fresca, mi raccomando! 


chili-messicano-vegetariano

Chili vegetariano

(Ricetta liberamente tratta e parzialmente modificata da qui)

Ingredienti 6 persone:

2 tazze di fagioli kidney rossi lessati
2 tazze di peperoni rossi
1 tazza di peperoncini piccanti (oppure dolci, per la versione meno piccante)
1 tazza di cipolla bianca
1 e 1/2 tazza di passata di pomodoro
2 cucchiai di ketchup
1 cucchiaino di zucchero di canna
2 foglie di alloro
1 tazza di mais dolce al vapore
olio extravergine d’oliva
un cucchiaino di semi di coriandolo tritato
un cucchiaino raso di semi di cumino tritato
prezzemolo fresco o coriandolo fresco, per servire
sale 

Per accompagnare:
panna acida
cipolla rossa
avocado
riso al vapore
spicchi di lime

In un tegame soffriggere a fuoco dolce in un giro d’olio la cipolla tritata con i peperoni (a pezzetti o striscioline) i peperoncini a piccoli pezzi ed i fagioli. Unire le spezie e condire con sale, zucchero e ketchup. Unire la passata di pomodoro e l'alloro e cuocere un'ora a fuoco lento unendo brodo vegetale all'occorrenza.
Prima di servire unire il mais sgocciolato.
Accompagnare a piacere con tortillas di mais o di frumento, riso al vapore, crème fraîche, lime a spicchi e cipolla rossa a rondelle.

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lunedì 25 settembre 2017

Budino allo yogurt con pesche affogate all’arak



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Una ricetta che rappresenta la sintesi di alcune delle caratteristiche che apprezzo maggiormente in un dolce: la piacevolezza nelle consistenze, le note lievemente acide unite ad una dolcezza non troppo pronunciata ed infine uno spunto aromatico che inviti ad iterare l’assaggio e lasci al palato un ricordo da conservare.
I presupposti erano ottimi già sulla carta, a partire dai due elementi-cardine del budino: lo yogurt, ingrediente che amo ed utilizzo molto spesso, e le pesche, che con il loro profumo intenso ed il colore del sole mi hanno offerto l’occasione di prolungare ancora per poco le impressioni dell’estate appena trascorsa, prima di convertirmi definitivamente alla frutta autunnale. 
A chiudere il cerchio, il contrappunto sottile e penetrante dell’anice, che dà risalto alla freschezza dell’insieme e conferisce ad un dolce estremamente semplice nella concezione un’inedita complessità e ricchezza di sfumature.
Insomma, un dessert al cucchiaio piacevole ed originale (non a caso porta la firma di Yotam Ottolenghi), che naturalmente può essere declinato a seconda delle preferenze e del periodo: variando la frutta di accompagnamento in funzione della stagione si otterranno risultati sempre diversi, con l’unica accortezza di ridurre o ad aumentare di conseguenza i tempi di cottura nello sciroppo.

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Budino allo yogurt con pesche affogate all’arak

(Ricetta tratta da Jerusalem, di S. Tamimi e Y. Ottolenghi)


Ingredienti per 4 persone:

7 g di gelatina in fogli
200 ml di panna fresca
200 ml di latte fresco intero
190 g di zucchero extrafine
1 baccello di vaniglia
la scorza grattugiata di ½ arancia non trattata
200 g di yogurt greco
250 ml di acqua
125 ml di arak, ouzo o Pernod, più qualche goccia per servire
4 pesche gialle (400 g circa), sbucciate
4 cucchiai di succo di limone
20 g pistacchi in scaglie

Ammollare i fogli di gelatina in acqua fredda per qualche minuto.
Versare la panna ed il latte in una piccola casseruola con 90 g di zucchero, il baccello di vaniglia con metà dei suoi semi e la scorza d’arancia. Portare ad ebollizione su fiamma media, togliere immediatamente dal fornello e sciogliervi la gelatina ben strizzata. Estrarre dalla casseruola il baccello di vaniglia e sciacquarlo bene.
Mettere lo yogurt in una ciotola di medie dimensioni e versarvi lentamente la mistura calda di panna e latte, mescolando costantemente.
Suddividere il composto in 4 stampini e lasciar rapprendere in frigo per almeno 5 ore, coperti da pellicola.
Preparare le pesche affogate riunendo in una casseruola l’acqua, l’arak, il baccello di vaniglia sciacquato, i semi e lo zucchero avanzati. Portare a bollore ed aggiungere le pesche, che dovranno risultare completamente immerse nel liquido (eventualmente privarle dei noccioli e dividerle a metà). Far bollire a fuoco dolce per 8-12 minuti, a seconda del grado di maturazione delle pesche: dovranno risultare morbide.
Togliere la casseruola dal fornello e lasciare che il liquido si raffreddi, Unire il succo di limone e conservare in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.
Al momento di servire riscaldare leggermente in fondo degli stampini sotto un getto d’acqua calda per facilitare l’estrazione dei budini e sformarli su piatti individuali. Disporre intorno ad ogni budino le pesche divise in pezzi e qualche cucchiaio di sciroppo, insieme a un goccio di arak.
Guarnire con i pistacchi e servire.
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