Una giornata al mare
tanto per non morire
nelle ombre di un sogno o forse in una
fotografia lontani dal mare
con solo un geranio
e un balcone...
Intanto, collegare una ricetta ad un testo, sia esso un romanzo, una canzone, o una poesia, significa soprattutto svelare qualcosa di noi: che cosa ci piace, ci fa riflettere o semplicemente emozionare. Significa parlare di sé attraverso le parole di altri, e questo onestamente un po' mi spaventava.
Sono schiva e sfuggente di natura e mi sono accorta che già così, dalle poche righe che scrivo qui sul blog, trapela di me forse più di quanto io stessa vorrei o sarei pronta ad ammettere.
La seconda ragione è che il fascino di ciò che mi tocca e mi colpisce davvero è ineffabile ed indefinito; dargli forma, tradurlo in parole e concetti, non è affatto semplice e comporta il rischio di privarlo di parte della sua forza comunicativa.
Alla fine però ho ceduto ed ho deciso di affidarmi alla musica e alle suggestioni di un grande cantautore e polistrumentista italiano, che amo da tempo immemore: Paolo Conte.
Ho iniziato a conoscere le sue canzoni fin dalla più tenera età, quando, durante le vacanze in montagna nella casa dei nonni, qualcuno metteva su una cassetta ed il mangianastri suonava sulle note di Azzurro, Una topolino amaranto, La fisarmonica di Stradella e tante altre. Io ascoltavo ed immaginavo delle storie dipanarsi da quella voce roca e dalle dita che correvano veloci sul pianoforte.
Trovo che i testi e le musiche di Paolo Conte possiedano un incredibile potere evocativo, quasi "pittorico" oserei dire: con poche pennellate prendono vita quadretti di straordinario realismo e vividezza, sempre in bilico tra la cronaca dei particolari minuti del quotidiano e la voglia di evasione in atmosfere esotiche ed oniriche. Il tutto grazie ad una capacità sintetica fuori dal comune, che gioca per sottrazione, lanciando all'ascoltatore piccoli spunti per creare paesaggi interiori intimi e personali, eppure parte di un sentire universale.
Ho scelto un brano dalle suggestioni agrodolci in cui la fuga in un "altrove" a portata di mano diventa il pretesto per rifugiarsi nei propri pensieri e nei ricordi. Un senso di dolce malinconia attraversa tutta la canzone, che ho sempre immaginato scandita dal mutare della luce man mano che le strofe si susseguono: dapprima un mattino assolato, carico di promesse ed aspettative, poi la luce accecante del mezzogiorno ed i rumori della vita che scorre intorno, che infine degrada nei raggi obliqui e dorati della sera.
Più che dalle parole o da immagini precise mi sono lasciata guidare dalle sensazioni ed ho subito pensato ad un frutto dolce e succoso come la pera a simboleggiare il sogno di una giornata al mare, un breve momento di stacco dal quotidiano per assaporare altre possibilità. Lo zenzero ed il miele, con le loro note calde, richiamano l'ambientazione "solare" della canzone ed al contempo un'atmosfera nostalgica, grazie all'aroma pungente delle spezie ed al discreto sentore amarognolo dei fiori di castagno, ripresi nella copertura croccante.
Muffins alle pere e zenzero con briciole di speculoos
Ingredienti per 6 muffins:
150 g di farina 00
40 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di miele di castagno
85 ml di latticello
1 uovo medio
50 g di burro
1 grossa pera matura ma soda (io ho usato le Abate)
1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaio di zenzero candito, tagliato a piccoli cubetti
3 cucchiai di grappa (io ho utilizzato una grappa alle pere Williams)
4 g di lievito per dolci
1 presa di bicarbonato
1 presa di sale
per le briciole croccanti:
20 g di biscotti speculoos*
15 g di farina 00
15 g di zucchero di canna integrale
15 g di burro freddo
Preriscaldare il forno a 190°, modalità statica.
Fare sciogliere il burro con il miele a fuoco dolce o nel microonde e lasciare intiepidire.
In una ciotola mescolare con una frusta l'uovo con il latticello; aggiungervi quindi il composto di burro e miele intiepidito e lo zenzero fresco grattugiato, mescolando bene per amalgamare tutti gli ingredienti. In un'altra ciotola setacciare la farina con il lievito, lo zucchero, il sale ed il bicarbonato; unire lo zenzero in polvere e quello candito.
Sbucciare la pera, privarla del torsolo e tagliarla a piccoli cubetti; raccoglierli in una terrina e bagnarli con la grappa.
Preparare la copertura croccante: sbriciolare i biscotti in una ciotola ed unirvi la farina, lo zucchero di canna ed il burro freddo a pezzetti. Strofinare gli ingredienti con la punta delle dita fino ad ottenere un composto bricioloso e tenere da parte fino al momento dell'utilizzo.
Aggiungere le pere con i loro succhi agli ingredienti umidi e mescolare bene.
Formare una fontana nella ciotola degli ingredienti secchi e versarvi il composto liquido. Amalgamare brevemente i due composti con un cucchiaio (non più di dieci-undici giri di cucchiaio). Il composto dovrà risultare grumoso, poiché la lavorazione breve è il segreto per ottenere dei muffins soffici e morbidi.
Rivestire una teglia per muffins con gli appositi pirottini e distribuirvi l'impasto. Cospargere i muffins con le briciole di speculoos preparate ed infornare. Abbassare la temperatura a 180° e cuocere per 20-25 minuti, controllando la cottura con uno stuzzicadenti. Sfornare, lasciare riposare i muffins per 5 minuti, quindi estrarli dalla teglia e lasciarli raffreddare su una gratella.
* Gli speculoos sono dei biscotti alla cannella tipici del Belgio e dei Paesi Bassi, dove tradizionalmente vengono consumati per la festività di San Nicola. In genere vengono cotti in apposite formine di legno intagliato raffiguranti animali e personaggi in abiti tradizionali, che con la cottura imprimono la superficie dei biscotti in maniera decorativa. Da noi si trovano ormai tutto l'anno, ma durante il periodo natalizio è più facile trovarli anche nei supermercati meno forniti.