venerdì 19 marzo 2021

Uova ripiene marinate alla barbabietola

 

Uova ripiene marinate alla barbabietola


Una ricetta senza preamboli, quasi telegrafica. E un'unica, piccola foto a corredo.

Ma d'altra parte il blog per me rimane innanzitutto uno spazio in cui archiviare i miei esperimenti e dove torno io stessa a scartabellare quando ho il desiderio di replicare qualcosa, senza troppe velleità.

Al di là delle istruzioni per ottenere un colore rosa shocking - la parte divertente e scenografica della ricetta - di queste uova voglio appuntarmi soprattutto le dosi del ripieno, di estrema semplicità e realizzato tutto con ingredienti "da dispensa", ma a mio gusto molto gradevole. Siccome so che avrò voglia di riproporlo nei mesi a venire ne lascio una breve traccia qui, e chissà che non torni utile a qualcuno.

Non è la prima volta che preparo le uova marinate alla barbabietola; in questo caso sono partita dall'ortaggio crudo, fatto poi bollire con acqua, aceto e spezie per ottenere la base della marinata, ma se siete interessati soprattutto alla resa cromatica, la polpa frullata delle barbabietole precotte è una valida scorciatoia e garantisce un buon risultato.

Quanto al ripieno, come dicevo è ancor più basico della classica versione con l'acciuga o con il tonno, molto diffusa sulle tavole primaverili ed estive qui in Piemonte. La differenza la fa il cipollotto, che regala una spinta aromatica e al contempo fresca all'insieme; se dunque vorrete provare questo ripieno, vi consiglio di non ometterlo.

Uova ripiene marinate alla barbabietola

Per la marinata alla barbabietola

1 barbabietola
2 e 1/2 bicchieri di acqua
1/2 bicchiere di aceto di mele
1 cucchiaio raso di zucchero di canna
1 bacca di anice stellato
3-4 grani di pepe
3 chiodi di garofano
1 foglia di alloro

Per le uova ripiene

6 uova
3 cucchiai colmi di maionese
1 cucchiaio di senape di Digione
1 cucchiaio di yogurt denso neutro
1 cucchiaio di cipollotto tritato (solo la parte bianca)
2 pizzichi di paprika affumicata
1 presa di sale
erba cipollina e pepe, per guarnire

Mondare e lavare la barbabietola, ridurla a tocchetti e trasferirla in una casseruola. Unirvi l'acqua, l'aceto e tutti gli ingredienti della marinata e portare a bollore. Lasciar sobbollire per circa 5 minuti, quindi rimuovere la barbabietola, far intiepidire la marinata, trasferirla in un grande barattolo alto e stretto e riporla al fresco (questo passaggio può essere fatto con alcune ore di anticipo).

Rassodare le uova immergendole in acqua fredda e lasciandole cuocere per 10 minuti dal momento del bollore. Raffreddarle sotto un getto di acqua corrente e sgusciarle.
Immergere le uova nella marinata ormai fredda e lasciar riposare al fresco per almeno 4 ore - più lungo sarà il tempo di marinatura, più intensa la colorazione.

Scolare le uova, tamponarle delicatamente con carta assorbente e dividerle a metà. Raccogliere i tuorli nel boccale di un frullatore a immersione e unirvi tutti gli ingredienti del ripieno, salando a gusto. Frullare fino ad ottenere un composto cremoso ed omogeneo.

Disporre le mezze uova su un piatto da portata e farcirle con la crema preparata con l'aiuto di un cucchiaino o di una sac à poche. Completare con l'erba cipollina e una macinata di pepe e servire fresche.

6 commenti:

  1. Farò qualcosa di simile come colazione e pranzo di Pasqua, deciso: grazie dell’idea. Non ho mai usato la barbabietola così. Solo non amo molto la barbabietola lessa: cotta al forno nella stagnola potrebbe funzionare uguale? L’idea è non sprecarla e mangiarla dopo averla utilizzata per la marinata!
    Grazie.

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    1. Ciao. Penso proprio di sì.
      Per velocizzare il procedimento e mantenere intatto il sapore della barbabietola al forno per consumarla in seguito potresti anche provare ad utilizzarla tal quale, semplicemente frullata. In questo modo otterresti una purea e potresti poi farne una vellutata o una sorta di hummus, ad esempio.
      Per Pasqua ho in mente di provare anche altre varianti di colore, ad esempio utilizzando curcuma e prezzemolo. Potrebbe essere un’idea per un antipasto multicolore, variando anche i ripieni.
      Se proverai mi farai sapere come è andata?
      Grazie

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Per ora sono nel vaso. Ho usato la tua ricetta perché penso che ci voglia l’aceto come mordente per fissare il colore. Ti avrei mandato la foto ma non trovo un tuo recapito. Ciao, P.

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    1. Se me la mandi mi fa piacere. Puoi scrivere a abovo.blog@gmail.com

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