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lunedì 15 febbraio 2021

Bomboloni al cioccolato con crema al caramello salato


Bomboloni al cioccolato con crema al caramello salato

Al solito arrivo in extremis con una ricetta per il Carnevale ormai prossimo a concludersi.
La mia routine è alquanto cambiata di recente, e il solo fatto di essere riuscita a mettere le mani in pasta e dedicare qualche momento alla cucina è un piccolo traguardo che merita di essere celebrato anche su queste pagine, ormai aggiornate sempre più di rado.

Non so quanti di voi effettivamente troveranno ancora il tempo o la voglia di provare la ricetta mentre le padelle ancora sfrigolano per rallegrare questi ultimi giorni di fritture casalinghe con i dolci tipici della tradizione regionale. Nulla vieta, però, di concedersi questo sfizio un po' più in là, finché gli ultimi scampoli d'inverno avvolgono un po' tutta la penisola con temperature rigide, le quali si conciliano fin troppo bene con il desiderio di qualche coccola gastronomica.

Ai veri golosi basterà forse il solo titolo a scatenare l'acquolina - col caramello salato in genere si vince facile. Per quel che mi riguarda è la prima volta che provo a farlo in casa, e in origine doveva essere destinato ad altro uso. L'idea di farlo diventare farcitura di soffici bomboloni al cioccolato è arrivata in seguito: bombardata da una teoria di dolci e frittelle di ogni sorta ogni volta che aprivo Instagram, ho deciso di celebrare anch'io il periodo di sregolatezze con qualcosa di veramente lussurioso.
A voi il giudizio, se vorrete provarli.


Bomboloni al cioccolato con crema al caramello salato

Bomboloni al cioccolato con crema al caramello salato

Ingredienti per una dozzina di bomboloni

Per i bomboloni al cacao:
300 g di farina forte
35 g di cacao in polvere
200 g di latte fresco intero
60 g di zucchero
50 g di burro morbido
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
5 g di sale
7 g di lievito di birra fresco
Olio di semi per friggere

Per la crema:
250 ml di latte intero
2 tuorli
50 g di zucchero semolato
40 g di amido di mais
Scorza di limone

Per il caramello salato:
150 g di zucchero semolato
100 g di panna fresca
1 piccola noce di burro
1 presa di sale

Per completare:
120 g di zucchero semolato
1/2 cucchiaino di cannella macinata
La punta di un cucchiaino di cardamomo macinato


Preparare il caramello salato.
Scaldare una casseruola dai bordi alti e farvi sciogliere lo zucchero a fuoco medio, aggiungendo un paio di cucchiai alla volta in modo da evitare la formazione di grumi.
Nel frattempo portare a bollore la panna.
Quando lo zucchero sarà sciolto e il caramello comincerà a presentare delle bollicine via via più grandi sulla superficie, togliere la casseruola dal fuoco e aggiungere la noce di burro, sempre mescolando.  
Infine unire a filo la panna calda, prestando attenzione ad eventuali schizzi.
Completare con un generoso pizzico di sale e tenere da parte.

Preparare la crema pasticciera.
Ricavare dal limone la scorza, prelevando solo la parte gialla, e metterla a scaldare in un tegame insieme al latte, portando a leggero bollore. In un altro tegame versare i tuorli, lo zucchero e l'amido e mescolare con una frusta sino ad ottenere una consistenza liscia e cremosa.
Non appena il latte sfiorerà il bollore, unirlo ai tuorli in 3 riprese filtrandolo con un colino e mescolando sempre con la frusta. Trasferite di nuovo sul fuoco e mescolare in continuazione fino a che la crema non si sarà addensata. 
Unire ora alla crema il caramello precedentemente preparato, amalgamando bene i due composti. Raffreddare poi velocemente immergendo il tegame in una ciotola colma di acqua e ghiaccio. Una volta fredda, coprire con pellicola a contatto e trasferire in frigorifero.

Nel frattempo preparare l'impasto dei bomboloni.
Sciogliere il lievito nel latte tiepido e lasciar riposare qualche minuto.
Setacciare la farina e il cacao in un'ampia terrina; unire lo zucchero, mescolare e versare al centro il miscuglio di latte e lievito e l'estratto di vaniglia. Cominciare ad impastare con un cucchiaio e quando l'impasto comincerà a prendere consistenza aggiungere il sale. Trasferire sulla spianatoia infarinata e lavorare energicamente l'impasto, incorporando il burro morbido a pezzetti. Impastare per alcuni minuti fino ad pottenere un panetto morbido ed omogeneo. Trasferirlo nuovamente nella terrina, coprire con un foglio di pellicola e porre a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio (due ore circa).
Infarinare leggermente la spianatoia, rovesciarvi l’impasto lievitato, sgonfiarlo bene e fare un giro di pieghe a portafoglio: formare un rettangolo, dividerlo idealmente in tre parti e sovrapporle tra loro; ruotare quindi l’impasto di 90° e ripetere lo stesso procedimento. Far riposare così l'impasto, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso e coperto da un panno per una mezz'oretta. 
Stendere la palla col mattarello all’altezza di 1 cm e 1/2 e formare i bomboloni con un coppa pasta; coprire con pellicola e fare lievitare ancora 40 minuti circa.
Friggere i bomboloni in olio profondo a 170° fino a quando risulteranno gonfi e dorati. Far scolare su carta assorbente e poi rotolarli nello zucchero mescolato con la cannella e il cardamomo.
Riprendere la crema al caramello salato dal frigorifero, trasferirla in una tasca da pasticcere con bocchetta liscia e farcire ciascun bombolone.

 

martedì 25 febbraio 2020

Parafrittus o frati fritti


Parafrittus - Ciambelle sarde


Sebbene il Carnevale non sia una ricorrenza particolarmente sentita da queste parti, l'occasione è ghiotta per fare una deroga e concedersi il raro lusso di una frittura casalinga. In genere gli argomenti in grado di convincermi ad affrontare l'impresa appartengono alla sfera del salato, ma devo ammettere che negli ultimi anni ho iniziato a sperimentare con piacere anche qualche dolce fritto tipico di questo periodo: ciambelle, krapfen e castagnole, giusto per citarne alcuni.

Quest'anno è stata la volta dei parafrittus o frati fritti, soffici ciambelle sarde dal caratteristico aroma agrumato, che a quanto pare devono il loro curioso nome alla riga più chiara che si forma a metà dell'impasto durante la frittura e che ricorderebbe la corda del saio dei frati. Noterete dalle foto che nei miei parafrittus questa peculiarità è poco evidente, non so se per una frittura non abbastanza accorta o per quale altra ragione. Ho scelto comunque di lasciarne una traccia qui perché in quanto a sapore e morbidezza mi hanno convinta. Rispetto alla ricetta di Marta, che ringrazio, ho apportato solo un paio di modifiche: ho ridotto la dose di lievito, optato per un impasto indiretto preparando un lievitino ed infine ho effettuato due giri di pieghe dopo la prima lievitazione.

Secondo la mia esperienza queste ciambelle sono ottime gustate appena fatte ma tendono a perdere freschezza e sofficità abbastanza in fretta. Vi consiglio quindi di friggerle e gustarle subito insieme alla famiglia o agli amici per una merenda con fiocchi.

Parafrittus - Ciambelle sarde


Parafrittus - Ciambelle sarde


Parafrittus o frati fritti

(Ricetta tratta e parzialmente modficata da qui)

Ingredienti per una quindicina di ciambelle:

275 g di farina 00
275 g di farina Manitoba
175 ml di latte fresco intero, tiepido
2 uova grandi
50 g di zucchero semolato + altro per la finitura
50 g di strutto morbido
scorza di un'arancia grattugiata
scorza di un limone grattugiata
succo di 1/2 arancia
10 g di lievito di birra fresco
8 g di sale fino
2 cucchiaio di acquavite tipo Fil'e Ferru o grappa
olio di arachide per friggere le ciambelle

Preparare un lievitino stemperando in una ciotola il lievito sbriciolato con 100 ml di latte e incorporandovi 100 g di farina 00 prelevata dal totale degli ingredienti. Mescolare sino ad ottenere una pastella, coprire e lasciare lievitare in luogo tiepido fino a quando la superficie sarà ricoperta di tante bolle.
Nella planetaria con la frusta montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso; unire quindi la scorza degli agrumi ed il succo di arancia, continuando a montare a media velocità. Sostituire la frusta con il gancio ad uncino e, con la planetaria in funzione, aggiungere il lievitino. Quando questo sarà ben incorporato unire le due farine ed il latte rimasto e dopo un paio di muniti aggiungere lo strutto a pezzetti ed il sale; infine inserire anche l'acquavite.
Lavorare l'impasto fino ad incordatura, quindi prelevarlo dalla ciotola della planetaria, lavorarlo ancora brevemente a mano sulla spianatoia leggermente infarinata, formare una palla e metterla a lievitare in una terrina, coperta con pellicola, fino al raddoppio.
Al termine della lievitazione riprendere l'impasto, sgonfiarlo delicatamente cercando di formare un rettangolo ed effettuare un giro di pieghe del primo tipo: dividere idealmente il rettangolo in tre parti e sovrapporle tra loro a portafoglio; ruotare quindi l'impasto di 90° e ripetere lo stesso procedimento. Far riposare così l'impasto, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso per circa 40 minuti, sempre coperto.
Prelevare quindi delle palline di pasta, appiattirle e modellarle con le mani fino ad ottenere dei dischi del diametro di 10 cm circa e dello spessore di un paio di centimetri; disporli su una o più teglie rivestite di carta forno e leggermente infarinate e con l'aiuto di una bocchetta da sac à poche bucarle al centro per ottenere le ciambelle.
Coprire le teglie con pellicola alimentare e con un canovaccio pulito e lasciare lievitare le ciambelle per 45 minuti circa.
Scaldare abbondante olio d'arachidi in una padella di ferro e friggere i parafrittus 2-3 minuti per parte. Scolarli su carta assorbente e passarli ancora caldi in abbondante zucchero semolato. Servire tiepidi.

Parafrittus - Ciambelle sarde

mercoledì 7 febbraio 2018

Krapfen alla crema

krapfen-alla-crema-ricetta


La voglia di addentare un krapfen traboccante di crema ha incominciato a farsi sentire un po' di giorni fa, incoraggiata anche dal pullulare ovunque, sul web, di dolci tradizionali di Carnevale. Così ho deciso che no, non avrei lasciato passare un altro anno senza provare ad impastarli nella mia cucina. 
E meno male che ho dato ascolto all'istinto, senza troppo pensare alle più che valide ragioni per desistere (una su tutte, la nuova cucina - finalmente grande e spaziosa, ma ahimé tragicamente priva di porta). Anche se la ricetta era frutto di un esperimento, il risultato mi ha dato infatti molta soddisfazione.
Che poi, a rigore, l'autentico Krapfen o Berliner non vorrebbe la crema pasticciera ma la confettura, andrebbe farcito prima della frittura in modo che il il ripieno ceda i suoi succulenti aromi all'impasto, e una volta cotto andrebbe spolverato di zucchero a velo.Pare inoltre che per friggere sia ammesso solo lo strutto.
Insomma, è inutile che ci giri tanto intorno: i miei sono dei krapfen tutt'altro che filologicamente corretti, eccezion fatta per l'utilizzo della "pasta piena", più ricca di uova e grassi rispetto al nostrano bombolone e soffice e profumata come una brioche.
Resta il fatto che ce li siamo mangiati con gran gusto e qualche mugulio di piacere, e tanto basta!

krapfen-alla-crema-ricetta

Krapfen alla crema


Ingredienti per una quindicina di krapfen

Per i krapfen:
250 g di farina tipo 0
150g di farina Manitoba
70 g di zucchero semolato
200 g di uova intere
60 ml di latte fresco intero
80 g di burro morbido
8 g di lievito di birra fresco
6 g di sale fino
scorza grattugiata di 1 limone non trattato
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia

Per la crema pasticciera:
350 ml di latte fresco intero
100 ml di panna fresca
4 tuorli
100 g di zucchero semolato
40 g di farina 00
3-4 strisce di scorza di limone non trattata


olio d’arachidi, per friggere
zucchero semolato, per cospargere i krapfen


Sciogliere il lievito nel latte tiepido e lasciar riposare per circa 10 minuti.
Riunire nella ciotola dell’impastatrice la farina, lo zucchero, la scorza di limone e l’estratto di vaniglia e mescolare per pochi secondi con il gancio a foglia; aggiungere quindi il miscuglio di latte e lievito e le uova leggermente sbattute e lavorare l’impasto a velocità media fino a quando risulterà elastico e ben incordato. Unire il sale, ridurre la velocità ed incorporare il burro morbido a fiocchetti, aggiungendolo poco alla volta e lasciandolo assorbire.
Trasferire l’impasto sulla spianatoia infarinata e lavorarlo energicamente per qualche minuto, ripiegando più volte la pasta su se stessa.
Trasferirlo in una ciotola leggermente imburrata e lasciare lievitare in luogo tiepido ed al riparo da correnti d’aria fino al raddoppio, coperto con un foglio di pellicola.
Sgonfiare la pasta, lavorarla brevemente e formare un rettangolo. Effettuare un giro di pieghe del primo tipo: dividere idealmente il rettangolo in tre parti e sovrapporle tra loro; ruotare quindi l’impasto di 90° e ripetere lo stesso procedimento. Riporre l’impasto nuovamente nella ciotola, con la chiave (la parte della piega) rivolta verso il basso, coprire con pellicola e trasferire in frigorifero per 8-12 ore.

Preparare intanto la crema pasticcera. Portare il latte e la panna ad ebollizione, insieme alla scorza di limone. In una terrina sbattere lo zucchero con i tuorli senza incorporare troppa aria; unire quindi la farina e mescolare bene. Versare il latte e la panna a filo sul composto di tuorli, filtrandoli attraverso un colino e mescolando costantemente con una frusta. Trasferire la crema sul fuoco e cuocere a fiamma bassa, mescolando con la frusta, fino a quando sarà addensata.
Toglierla dal fuoco, trasferirla in una ciotola e raffreddare velocemente immergendo quest’ultima in acqua e ghiaccio. Coprire con pellicola a contatto e conservare la crema in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.

Trascorso il tempo di riposo estrarre l’impasto dal frigorifero e lasciarlo a temperatura ambiente per circa 40 minuti. Prelevare delle porzioni di 50 g di peso e formare delle palline leggermente schiacciate, avendo cura di serrare bene l’impasto nella parte inferiore. Disporre le palline su una o più placche ricoperte di carta forno e leggermente infarinate, distanziandole bene tra loro.
Coprire con un foglio di pellicola ed un canovaccio e fare lievitare fino al raddoppio (i tempi possono variare in funzione della temperatura e dell’umidità).
Scaldare abbondante olio d’arachidi in una pentola capiente dai bordi alti e portarlo a 170-180°. Preparare intanto un piatto con abbondante zucchero semolato ed un vassoio coperto di carta assorbente.
Friggere pochi krapfen alla volta, avendo cura di maneggiarli delicatamente per non comprometterne la lievitazione e cuocendoli un paio di minuti per lato fino a quando la superficie è uniformemente dorata.
Scolarli su carta assorbente e passarli, ancora caldi, nello zucchero semolato.
Per farcire i krapfen praticare un piccolo taglio laterale in corrispondenza della riga chiara e riempirli con la crema pasticcera, con l’aiuto di una sac à poche.

krapfen-alla-crema-ricetta

krapfen-alla-crema-ricetta



lunedì 6 febbraio 2017

Castagnole morbide alla ricotta

castagnole-morbide-alla-ricotta

Le castagnole non fanno parte della mia tradizione gastronomica familiare, ma ne custodisco un vivido ricordo nella memoria: molti anni fa, infatti, ce le preparava per merenda la mamma di un carissimo amico d’infanzia, col quale da bambina ho trascorso molti pomeriggi spensierati e felici. Non le avevo mai preparate prima essenzialmente per via delle mie remore verso la frittura, non tanto per scrupolo dietetico (che sarebbe comunque ampiamente giustificato), quanto per i suoi spiacevoli effetti collaterali.
Non potevo però non approfittare dell’imminente Carnevale per realizzare finalmente una ricetta che attendeva da un anno nell’elenco dei preferiti, scovata da Silvia e dalle sue coinquiline proprio quando avevo ormai archiviato l’argomento “fritture carnascialesche”. 
La visione di quelle sfere dorate e perfette, vestite da una pioggia di granelli di zucchero e dal cuore soffice che pareva ammiccare attraverso lo schermo, ce l’avevo ben fissa in mente. Insomma, da qualche giorno scalpitavo dalla voglia di provare le castagnole alla ricotta ed il weekend piovoso appena trascorso ha fornito un ottimo pretesto per mettermi all’opera.
Il risultato non ha deluso le aspettative: castagnole morbide, fragranti e profumate, per nulla unte e, a dispetto della regola tassativa che vuole il fritto mangiato appena fatto, ottime anche il giorno seguente.
L’unico consiglio che posso darvi è di non fare il mio stesso errore e prepararle subito: sono facili e veloci e vi garantisco che spariranno alla velocità della luce.


castagnole-morbide-alla-ricotta


Castagnole morbide alla ricotta

Ingredienti per circa 60 castagnole della grandezza di una noce:

250 g di farina 00
250 g di ricotta vaccina
2 uova
100 g di zucchero semolato (ma io scenderei a 80 g)
8 g di lievito per dolci
scorza di 1 limone e ½ arancia non trattati
1 cucchiaino di estratto naturale di vaniglia (facoltativo)
1 cucchiaio di liquore a piacere
1 pizzico di sale

olio di arachide per friggere q.b.
zucchero semolato per ripassare le castagnole dopo la cottura

Miscelare la ricotta con lo zucchero aggiungere le uova, il liquore, il sale, le scorze di limone e 
arancia e la vaniglia.
Setacciare la farina con il lievito e aggiungerli al composto, amalgamando con un cucchiaio di legno.
Trasferire l’impasto in un sac à poche senza bocchetta. 
In una padella a bordi alti, versare abbondante olio e portare a 170-180°. 
Tagliare la punta al sac à poche in modo da ottenere un foro di circa 2 cm. Far scendere l'impasto nell'olio caldo, tagliandolo a circa 3 cm di lunghezza con il coltello bagnato nell'olio caldo. Procedere allo stesso modo sino ad esaurimento dell’impasto, friggendo pochi pezzi alla volta per non fare abbassare la temperatura dell’olio.
Scolare le castagnole, asciugarle su carta da cucina e rotolarle subito nello zucchero semolato. 

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lunedì 4 aprile 2016

Cannoli siciliani per un compleanno da festeggiare


cannoli-siciliani

Tutto è cominciato da un uovo, e  - nomen omen - non avrebbe potuto essere altrimenti.
Nel frattempo, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia: 146 post, altrettante ricette ed un numero incalcolabile di ore passate tra i fornelli, a sbirciare dallo sportello del forno, ad attendere impasti che lievitano o torte che raffreddano, a sistemare improbabili e pericolanti set casalinghi, a cercare la luce giusta davanti alla finestra della cucina o un po’ d’ispirazione per raccontare dei miei esperimenti, a volte ben riusciti, altre meno, altre ancora mai approdati su queste pagine.
Oggi Ab Ovo compie due anni ed io festeggio stringendovi tutti in un grande abbraccio e dicendo grazie a ciascuno di voi per avermi accompagnata fin qui, con la speranza che la strada sia ancora lunga e ricca di emozioni.

orchidea

I cannoli siciliani non sono propriamente un dolce da compleanno, ma mi auguro li gradirete ugualmente quanto li ho apprezzati io. 
Dopo aver finalmente trovato la ricotta di pecora, che da queste parti è una vera rarità, ho deciso che era giunto il momento di lanciarmi nella produzione degli amatissimi cannoli.
Non amando i sapori eccessivamente dolci, ho trovato nelle proporzioni della crema di ricotta che seguono un buon compromesso tra la imperativa zuccherosità del cannolo (che in quanto siciliano, ha da essere dolce) e le preferenze del mio palato. A voi la libertà di aumentare la quantità di zucchero, utilizzare cioccolato fondente con una più bassa percentuale di cacao o arricchire i cannoli con agrumi canditi, ciliegine o granella di pistacchi.

cannoli-siciliani

cannoli-siciliani


cannoli-siciliani

Cannoli siciliani

Ingredienti per una ventina di cannoli:

Per le “scorcie”:
(Sono partita dalla ricetta di Adriano, che ho però modificato in corso d’opera come segue)

200 g di farina 00
1 cucchiaino di cacao amaro
1 cucchiaio raso di zucchero a velo
3 cucchiai di Marsala secco
1 cucchiaio di aceto
25 g di strutto fuso
1 uovo grande
1 pizzico di sale

Per la crema di ricotta:
750 g di ricotta di pecora
220 g di zucchero a velo (si può preparare in casa frullando finemente del comune zucchero semolato)
100 g di cioccolato extra-fondente (per me 80%)
scorza d’arancia o di cedro candita, ciliegine o pistacchi per decorare, a piacere
zucchero a velo q.b. per spolverare i cannoli

olio di arachidi o strutto, per friggere

Preparare innanzitutto la crema di ricotta, possibilmente con qualche ora di anticipo. Setacciare la ricotta e mescolarla con lo zucchero, lavorandola a lungo con un cucchiaio di legno. Riporla in frigorifero. 
Tritare il cioccolato e stacciarlo, in modo da eliminare i residui polverizzati che sporcherebbero la crema di ricotta, e trasferire anch’esso in frigorifero. Tenere da parte fino al momento della farcitura dei cannoli.
Preparare le cialde impastando tutti gli ingredienti fino ad ottenere una massa asciutta ed omogenea ed avvolgerla in un foglio di pellicola. Lasciare riposare a temperatura ambiente per circa un’ora.
Riprendere l’impasto e stenderlo con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia molto sottile (circa 1 mm.).
Coppare ad un diametro di circa 10 cm e dare un'ulteriore stesa ai dischetti ottenuti in un solo verso, per conferirvi una forma leggermente ovale.
Avvolgere i dischetti di pasta intorno ai cannelli, pennellare un'estremità con poco albume o acqua e chiudere i cannoli facendo pressione sul bordo. Tenere coperti con pellicola o con un panno umido fino alla cottura, per evitare che la pasta si secchi a contatto con l’aria. I ritagli non vanno reimpastati, ma inumiditi, sovrapposti e ristesi.
Friggere i cannoli in olio profondo (deve superare leggermente la metà del cannolo) a 170°, immergendoli dal lato della chiusura. Scolare i cannoli quando sono ben dorati e lasciarli scolare su carta da cucina per togliere l'unto in eccesso. Una volta intiepiditi, fare una leggera pressione sui cannelli e sfilare i gusci.
Al momento di servire, riprendere la crema di ricotta ed amalgamarvi il cioccolato lavorando il minimo indispensabile. Con una sac à poche o un cucchiaino farcire i cannoli, decorare a piacere con frutta candita o granella di pistacchi e spolverare di zucchero a velo.

cannoli-siciliani

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giovedì 4 febbraio 2016

Loukoumades – Frittelle greche al miele


Loukoumades-frittelle-greche-al-miele

Ricordate quando, pochi giorni fa, vi dicevo che non amo friggere, che a casa mia non lo faccio quasi mai e che in genere il Carnevale da queste parti passa quasi inosservato? Bene, tanto per smentirmi oggi vi propongo un dolce fritto, perché le regole esistono anche per poter ammettere ogni tanto una golosa eccezione. 
La scelta di preparare i Loukoumades, in realtà, è stata casuale: stavo sfogliando la mia “Bibbia della cucina greca” alla ricerca di un’altra ricetta, quand’ecco che queste frittelle dorate e ricoperte di miele hanno attirato la mia attenzione. 
In genere nelle tipiche taverne greche si trova una varietà molto limitata di dessert e l’abitudine più diffusa è quella di concludere il pasto semplicemente con della frutta. La tradizione pasticcera, fortemente imperniata sull’uso di sciroppi, miele e spezie, si esprime al meglio nelle preparazioni casalinghe ed è riservata al momento del caffè o all’accoglienza di un ospite. Anche i Loukoumades rientrano in questa categoria: semplici palline di pasta fritta imbevute di miele e cosparse di cannella e frutta secca, tradiscono probabilmente una derivazione turca, ma infinite varianti di questo dolce sono ampiamente diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo, nell’Asia meridionale ed in Medioriente.
Ciò che mi ha subito incuriosita è la povertà dell’impasto, niente più che semplice pasta lievitata, sostanzialmente neutra e per questo adattabile anche ad una versione salata. Ed è così che ho fatto: una parte delle frittelle, semplicemente cosparsa con un pizzico di sale, è diventata un goloso aperitivo. Se pensate di fare altrettanto, vi consiglio di raddoppiare le dosi!

Loukoumades-frittelle-greche-al-miele

Loukoumades – Frittelle greche al miele
(Ricetta tratta da La cucina di Vefa, di Vefa Alexiadou)

Ingredienti per circa 40 loukoumades:

175 g di farina 00
120 ml di latte tiepido
120 ml di acqua tiepida
2 g di lievito di birra liofilizzato istantaneo (ho notevolmente ridotto il quantitativo originariamente previsto dalla ricetta)
1 cucchiaio di zucchero semolato
½ cucchiaino di sale
2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
miele q.b., riscaldato a bagnomaria (perfetto quello di timo, in alternativa un tipo aromatico)
cannella in polvere
noci o pistacchi per decorare
olio d’arachidi per friggere

Setacciare la farina, aggiungervi il lievito e lo zucchero e mescolare gli ingredienti. Unire quindi l’olio, il latte, l’acqua ed infine il sale e lavorare l’impasto con una frusta a mano o elettrica fino ad ottenere un composto denso e liscio. Coprire con un foglio di pellicola e lasciar lievitare in luogo tiepido fino a quando il volume non è triplicato.
Scaldare abbondante olio in una padella per fritti e portarlo alla temperatura di 180°. Con un cucchiaio bagnato prelevare una noce di impasto e con l’aiuto di un secondo cucchiaio, anch’esso bagnato, farla scivolare delicatamente nell’olio bollente. Procedere allo stesso modo, bagnando i cucchiai tra un passaggio e l’altro in modo che l’impasto non si attacchi. 
Friggere alcuni bomboloncini per volta, tenendoli immersi nell’olio con una paletta forata finché non sono ben croccanti e dorati. Scolarli su carta assorbente per far perdere l’unto in eccesso, quindi trasferirli su un piatto di portata ed irrorarli con il miele caldo. Spolverizzarli di cannella e completare con i pistacchi o le noci grossolanamente tritati. Servire subito.

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