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mercoledì 28 giugno 2017

Insalata di ciliegie, rucola, caprino e noci


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Lo so che sono fuori tempo massimo: la regola appresa da bambini e mai più dimenticata recita infatti che dopo San Giovanni non si mangiano ciliegie. I temerari trasgrediranno a loro rischio e pericolo, pena qualche incontro ravvicinato con i "gianin", i bachi della frutta che, a monito,  in Piemonte assumono il nome dialettale del Santo.
In effetti, complice un'estate quantomai precoce, il periodo d'oro dei frutti tentatori per eccellenza può considerarsi concluso ormai da un po' e mi perdonerete, spero, se arrivo tardi con la mia insalata: non voleva esser altro che uno spunto per assaporare l'intensa dolcezza delle ciliegie in una veste un po' inconsueta, perfetta per aprire un pasto leggero, magari accompagnata da un fresco calice di bianco.

Insalata-ciliegie-rucola-caprino-noci

Insalata di ciliegie, rucola, caprino e noci


Ingredienti per 4 persone:

300-400 g di ciliegie
1 mazzetto di rucola (circa 200 g)
1 mazzetto di insalatina da taglio
150 g di formaggio di capra a crosta fiorita
6-8 noci
2 fette di pane casereccio integrale o ai cereali (io ho usato il mio pane in cassetta, di cui trovate la ricetta QUI)
1 cucchiaio di aceto balsamico
la punta di 1 cucchiaino di cannella in polvere
olio extravergine d’oliva
sale e pepe


Lavare le ciliegie, tamponarle con carta assorbente, privarle del picciolo e denocciolarle.
Riunirle in una terrina, condirle con l'aceto balsamico, la cannella, una presa di sale, pepe fresco e un giro d'olio extravergine d'oliva; tenere da parte.
Mondare, lavare ed asciugare le insalate. Sgusciare le noci e tostare i gherigli in un padellino antiaderente. Spennellare leggermente d'olio le fette di pane e ridurle a cubetti; tostare anch'essi sino a quando risulteranno dorati.
Assemblare gli ingredienti in un'ampia insalatiera, aggiustare di condimento e completare con il caprino a scaglie.

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martedì 22 novembre 2016

Risotto alla zucca con robiola di capra e polvere di caffè


risotto-alla-zucca-robiola-di-capra-e-caffe

Buongiorno, cari lettori!
Rimetto finalmente mano a queste pagine, ultimamente troppo trascurate, per lasciarvi un saluto ed appuntare uno dei più recenti esperimenti culinari prima che la memoria si perda nel turbinio delle incombenze quotidiane, le quali da qualche tempo a questa parte stanno comprimendo notevolmente gli spazi da dedicare alla cucina. 
Ricetta nata davvero per caso ed inaspettatamente rivelatasi azzeccatissima. 
Mi trovavo a pranzare da sola e mentre il risotto alla zucca stava cuocendo mi sono messa, come spesso mi capita, a preparare la caffettiera in modo da averla pronta dopo il pranzo. Riempiendo il filtro con la povere di caffè mi è caduto l’occhio sulla polpa di zucca preparata per il risotto e d’istinto mi sono trovata a pensare che i due sapori potessero combinarsi bene tra loro. Una volta pronto, ho quindi fatto il test con una piccola parte del riso: l’insieme funzionava davvero bene, anche se mancava ancora qualcosa per renderlo più armonico. 
Così, dopo un breve momento di riflessione,  il giorno seguente ho ripreparato il piatto, che arricchito dalle note lievemente acide della robiola di capra ha trovato la sua giusta dimensione e si è subito guadagnato il diritto di replica. 
Ignoro se il matrimonio di zucca e caffè sia più o meno inedito; quello che posso consigliarvi, però, è di mettere da parte i pregiudizi e lasciarvi sorprendere proprio come è stato per me: non ve ne pentirete!

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Risotto alla zucca con robiola di capra e polvere di caffè


Ingredienti per 4 persone:

320 g di riso Carnaroli o Vialone nano
350-400 g di zucca cotta al forno*
200 g di robiola di capra
1 scalogno
2 noci di burro
1 cucchiaino raso di polvere di caffè
brodo vegetale fatto in casa q.b.
sale

* Dopo avere ben lavato e spazzolato la buccia di una zucca tagliarne alcune fette, privarle dei semi e dei filamenti interni e cuocere sulla leccarda rivestita di carta da forno a 180° per circa 25-30 minuti: la polpa dovrà risultare morbida e staccarsi con facilità dalla buccia. Una volta cotta, lasciarla intiepidire, ricavare la quantità di polpa richiesta per la ricetta e schiacciarla con una forchetta fino a ridurla in purea.

Tritare finemente lo scalogno e farlo appassire con una noce di burro in una casseruola larga e bassa, mescolando spesso per non fargli prendere colore. Aggiungere il riso, tostarlo bene, salare e portare a cottura il risotto aggiungendo man mano il brodo bollente e mescolando spesso. 
Dopo circa 10 minuti unire la polpa di zucca e proseguire la cottura mantenendo il risotto all'onda (complessivamente saranno necessari circa 18-20 minuti). Regolare di sale, spegnere il fuoco e mantecare con una piccola noce di burro. Lasciare riposare il risotto coperto per un paio di minuti. 
Al momento di servire, distribuire il risotto nei piatti, guarnire ogni porzione con due quenelles di robiola di capra e completare con una spolverata di caffè. 

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martedì 14 ottobre 2014

Peperoni ripieni di caprino con basmati alle mandorle e uvetta



L'ultima volta che sono stata a trovare i miei, mia mamma era alle prese con il suo orticello, che lei cura con molta passione. 
Dopo un'estate anomala come quella appena trascorsa, prodiga di piogge ma assai avara di sole, e dunque di frutti, è stata una sorpresa scoprire che l'inizio dell'autunno, finora insolitamente mite, ci ha regalato un raccolto tardivo più ricco del solito. Dal giro di ricognizione domenicale è infatti uscito fuori un bel cesto di vimini colmo di melanzane, peperoni, fagiolini e ancora qualche pomodorino dolce e maturo al punto giusto.
Potrei restare per ore ad ammirare la bellezza della verdura appena colta, con le sue sfumature di colore, le goccioline d'acqua immobili sulle bucce lucenti e le tracce di terra fresca o di piccoli insetti golosi. Per lo stesso motivo amo immergermi nei mercati tra le bancarelle dei fruttivendoli, inebriata dalla varietà straordinaria di colori, forme e profumi.
Così, una volta tornata a casa con la mia piccola scorta ed estratti dal sacchetto dei bellissimi peperoni rossi, ho deciso che valeva la pena spendere qualche minuto in più e cercare di valorizzarli al meglio. Così è nata questa ricetta, che rende omaggio alla semplice ma straordinaria bontà della verdura coltivata con amore.



Peperoni ripieni di caprino con basmati alle mandorle e uvetta

Ingredienti per 2 persone:

6 peperoncini rossi (i miei erano poco più grandi dei friggitelli)
150 g di caprino fresco
1 tuorlo
1 cucchiaio di prezzemolo 
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

120 g di riso basmati
240 g di acqua bollente
uno spicchio di cipolla rossa
30 g di uva passa
20 g di mandorle a lamelle
olio extravergine d'oliva
prezzemolo
sale

Lavare i peperoni senza privarli del picciolo, praticarvi un taglio in senso verticale ed eliminare i semi e gli eventuali filamenti interni aiutandosi con le dita e sotto un getto d'acqua, cercando di mantenerli il più possibile integri.
Lavorare il caprino con il tuorlo, il prezzemolo, una presa di sale ed una macinata di pepe; riempire delicatamente i peperoni con il composto senza farlo fuoriuscire.
Scaldare un filo d'olio in una padella e cuocere i peperoni a fuoco vivo per qualche minuto, girandoli spesso. Salare, coprire e continuare la cottura a fuoco basso per 10-15 minuti, o fino a quando saranno cotti ma ancora leggermente croccanti (se necessario aggiungere un po' d'acqua per non farli bruciare).
Nel frattempo cuocere il riso. In un tegame a bordi alti scaldare un filo d'olio e farvi appassire la cipolla tritata; aggiungere il riso e farlo insaporire qualche istante, quindi coprire con l'acqua bollente, salare e cuocere coperto per 10-12 minuti circa. A fine cottura aggiungere ancora un filo d'olio, l'uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida e strizzata, il prezzemolo e le mandorle leggermente tostate in un padellino. Lasciar riposare coperto un minuto, in modo da amalgamare gli aromi, e quindi servire in accompagnamento ai peperoni.






martedì 8 aprile 2014

Pannacotta al caprino con pesto di aglio orsino



La cosa che in assoluto amo di più della primavera è il tripudio di nuovi colori e profumi che pervade i prati.
Oltre ai fiori campo, che secondo me sono i più poetici, la bella stagione porta con sé anche il rinascere delle erbe spontanee, che stimolano la mia fantasia in cucina. Tutti gli anni cerco di imparare a riconoscerne di nuove, e mi stupisco ogni volta della ricchezza che abbiamo proprio a portata di mano, se solo sappiamo scovarla.
In questo periodo una delle erbe che crescono abbondanti qui nei dintorni è l'aglio orsino: a pochi passi da casa ne ho trovato un vero e proprio campo in un piccolo boschetto.

Naturalmente, come per i funghi, è importante essere sicuri di cosa si raccoglie. L'aglio orsino, in particolare, può essere facilmente confuso con il mughetto, che è velenoso, ma esistono due semplici sistemi per distinguerlo: innanzitutto la foglia dell'aglio orsino è lucida sulla parte superiore ed opaca su quella inferiore, esattamente al contrario del mughetto. Ma soprattutto, strofinando lo stelo con le dita si riconosce facilmente il caratteristico odore di aglio.



Alcuni giorni fa, tornando a casa con il mio piccolo bottino, pensavo a come utilizzarlo. In genere le foglie si uniscono spezzettate ai sughi o alle insalate, per insaporire intingoli o minestre, oppure si prepara una sorta di pesto. Pensando a come abbinare un gusto così intenso, mi è venuto in mente il caprino, che ho deciso di aggiungere ad una base di pannacotta per esaltarne la cremosità; ho poi preparato un pesto con le foglie di aglio orsino, che ho usato come salsa di accompagnamento.
Il risultato è stato piacevole, ma siccome si tratta di un'erba dal sapore molto pungente e caratteristico, che pertanto può non piacere a tutti, consiglio di dosarlo con parsimonia.
Se non riuscite a trovare l'aglio orsino, o non vi piace, penso che in questa ricetta possa essere felicemente sostituito dalla rucola, che possiede anch'essa una nota piccante ma un aroma più delicato.




Pannacotta al caprino con pesto di aglio orsino

Ingredienti per 4-6 bicchierini:

200 ml di panna fresca
200 ml di latte intero
4 g di gelatina in fogli
120 g di formaggio caprino fresco
un piccolo mazzo di aglio orsino
25 g di mandorle
20 g di parmigiano
20 g di pecorino
olio extravergine di oliva q.b.
sale
crostini di pane per accompagnare

Ammollare la gelatina in acqua fredda per una decina di minuti. Ammorbidire il caprino lavorandolo con una forchetta con qualche cucchiaio di latte prelevato dal totale; a parte scaldare il restante latte e la panna in un pentolino fino a sfiorare l'ebollizione, salare leggermente ed unirvi la gelatina ammollata e strizzata, mescolando bene. Lasciare leggermente intiepidire il composto ed unirvi il caprino, mescolando con una frusta fino ad ottenere un composto liscio e privo di grumi. Suddividere la pannacotta in bicchierini monoporzione, lasciar raffreddare e quindi trasferirli in frigo per almeno 3-4 ore, coprendoli con un foglio di pellicola.
Preparare il pesto: lavare le foglie di aglio orsino, spezzarle grossolanamente con le mani e trasferirle in un frullatore insieme alle mandorle, al parmigiano e al pecorino grattugiati ed un pizzico di sale. Frullare versando olio a filo fino ad ottenere un pesto non troppo fluido.
Trascorso il tempo di riposo estrarre i bicchierini dal frigo e distribuire su ciascuno un sottile strato di pesto. Servire fresco, accompagnato con crostini di pane.

Nota: se si preferisce preparare la pannacotta negli stampini anziché nei bicchierini, consiglio di aumentare la dose di gelatina a 5 g per ottenere un risultato leggermente più sodo e semplice da sformare.



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